Anticipazione Annuario 2026: inquinamento acustico generato dalle attività produttive
Contrasto all’inquinamento acustico: i controlli effettuati nel 2025 alle attività produttive che generano rumore
Nel 2025 l’attività di controllo acustico ha evidenziato che il 59% delle attività sottoposte a verifica con misure fonometriche ha presentato il superamento dei limiti normativi: su 68 controlli effettuati, 40 hanno rilevato situazioni di non conformità.
I controlli hanno interessato prevalentemente i pubblici esercizi e circoli privati, con 35 verifiche effettuate e una percentuale di superamento pari al 69% (24 casi su 35).
Le altre attività controllate nel 2025 risultano essere
- le attività industriali, che rappresentano la seconda categoria oggetto di controllo (11), con una percentuale di superamento del 36% (4 casi su 11)
- le attività commerciali, professionali e di servizio (9), con il 44% di superamenti (4 casi su 9)
- le attività artigianali, 8 controlli effettuati, con una percentuale di superamento del 50% (4 casi su 8).
I dati raccolti nel 2025 confermano un trend che è andato consolidandosi negli anni, infatti, anche nel 2023 e 2024 è possibile notare che le criticità maggiori derivano dal rumore prodotto da pubblici esercizi e circoli privati più numerosi nelle aree cittadine.
A questo problema, in particolare nel periodo estivo, si aggiunge quello del rumore prodotto dalle aggregazioni di persone molte spesso giovani, più o meno organizzate, che si danno appuntamento soprattutto in momenti serali e notturni, oggetto di lamentele da parte dei cittadini che sempre più numerosi contattano il numero verde di ARPAT, 800 800 400. Questa è una delle principali sfide per le Amministrazioni locali chiamate a conciliare il diritto al riposo dei residenti con il diritto alla socialità e allo svolgimento delle attività economiche. L’obiettivo del Comune, ente in prima linea nella gestione del rumore proveniente da fenomeni aggregativi, è quello di rendere queste esperienze compatibili con la qualità della vita urbana, garantendo un equilibrio tra il diritto al riposo, la sicurezza dei cittadini e la vitalità economica e sociale delle città.
Il Comune è, quindi, il primo punto di riferimento per i cittadini e le cittadine, poiché queste forme di aggregazioni e socializzazione non generano solo rumore, ma incidono molto spesso anche sulla sicurezza urbana. Il Sindaco, con il supporto della Polizia Locale e del settore Ambiente e gestione del territorio del comune, può adottare misure per prevenire e limitare i disagi. Quando il fenomeno coinvolge anche la sicurezza pubblica, può intervenire il Prefetto, che coordina le Forze di Polizia in collaborazione anche con il Comune.
Per prevenire e gestire i disagi derivanti da queste situazioni che si manifestano in prevalenza nei centri urbani, il Comune può adottare specifici regolamenti comunali, ordinanze e accordi e patti condivisi con residenti, esercenti e altri soggetti interessati con l’obiettivo di prevenire i problemi prima che si manifestino e favorire un a convivenza equilibrata tra cittadini, attività economiche e frequentatori dei locali.
Per questo motivo è sempre utile verificare se e con quali strumenti il proprio Comune gestisca queste specifiche situazioni, accertandosi dell’esistenza di misure che riguardano la:
- regolamentazione degli orari di apertura dei locali;
- limitazione dell’utilizzo e della vendita di alcolici dopo una certa ora e contenitori in vetro;
- disciplina dell’occupazione del suolo pubblico;
- limiti alla diffusione del rumore e installazione di barriere fonoassorbenti;
- obbligo di pulizia delle aree interessate dalla movida.
Queste limitazioni, in genere, vengono contenute nei Regolamenti comunali, che si mostrano gli strumenti più efficaci e giuridicamente più solidi per disciplinare la materia, prevedendo anche sanzioni amministrative nei confronti di chi viola le disposizioni contenute negli stessi. Più raramente, i Comuni, per gestire questi problemi, ricorrono alle ordinanze sia ordinarie, adottate dal Sindaco quale rappresentante della comunità locale che contingibili e urgenti, adottate dal Sindaco quale ufficiale di governo in situazioni straordinarie, sempre meglio se in collaborazione con il Prefetto.
Di recente, la Regione Toscana ha predisposto specifiche linee guida per supportare i Comuni nella prevenzione e nel contrasto del rumore prodotto da fenomeni aggregativi, ponendosi obiettivi specifici, come ha spiegato lo stesso Assessore regionale all’ambiente, David Barontini in un’intervista. Alla predisposizione delle linee guida ha lavorato anche ARPAT che ha contribuito ad individuare le soluzioni tecniche più avanzate quali l’utilizzo di sensori a basso costo, barriere di nuova generazione capaci di far passare l’aria e non il rumore e strumentazione in grado di rendere tutti consapevoli del rumore prodotto quando sono presenti molte persone in uno stesso spazio.
Infine, ARPAT può effettuare anche fonometrie su richiesta dei Comuni. Un recente interpello al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica proposto dalla Regione Toscana ha escluso la possibilità per le Amministrazioni comunali di avvalersi di tecnici competenti in acustica esterni all’Amministrazione. Ciò dovrebbe spingere, come suggerito dalle Linee Guida della Regione Toscana, le Amministrazioni Comunali ad assumere personale qualificato anche consorziandosi visto che l’art. 14 della legge quadro sul rumore (L. 447 del 1995) pone in capo al Comune la responsabilità del procedimento di controllo.
