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Indice ESCA

L’indice ESCA (Ecological Status of Coralligenous Assemblages) misura lo stato di disturbo ecologico del coralligeno, tramite l’analisi delle specie che lo compongono.

L’indice è stato sviluppato da ARPAT e non appartiene ai descrittori sintetici previsti dal DM 260/2010 per la classificazione dello stato ecologico delle acque marino-costiere. Tuttavia, viene utilizzato assieme agli indici richiesti per legge, come strumento conoscitivo aggiuntivo.

Come il CARLIT, anche l’indice ESCA si basa sul principio secondo cui, all’aumentare delle perturbazioni antropiche, alcune specie, definite “sensibili”, tendono a scomparire e a essere sostituite da specie con livelli di tolleranza crescente allo stress ambientale. Nelle formazioni coralligene, le specie più sensibili sono le gorgonie e il corallo rosso, cui seguono cistoseire, madrepore, e altri gruppi di specie, secondo lo schema riportato in tabella 1.

Tab.1 Valori di sensibilità associati alle specie caratteristiche
del coralligeno litorale

Taxon/gruppo tassonomico

Sensibilità

Gorgonacei

10

Halimeda tuna, Cystoseira spp.

9

Briozoi eretti, madreporari, rodofite corticate plagiotrope

8

Rodofite corticate cilindriche

7

Flabellia petiolata

6

Zanardinia typus, idrozoi, tunicati, briozoi incrostanti

5

Peyssonnelia spp., Palmophyllum crassum, Valonia spp., spugne, policheti

4

Alghe corallinacee incrostanti

3

Dictyotales, alghe corallinacee articolate

2

Feltro algale, Caulerpa spp.

1

 

I popolamenti coralligeni vengono studiati con metodi non invasivi, che non richiedano l’asportazione diretta di campioni e siano inoltre compatibili con la scarsa durata di permanenza umana consentita alle medie profondità. Gli operatori subacquei effettuano un campionamento fotografico composto da un numero di immagini sufficientemente rappresentativo. In seguito, ciascuna fotografia viene analizzata per identificare le specie o i gruppi tassonomici presenti. L’uso di uno specifico software (Image J) consente di attribuire a ogni gruppo presente nell’immagine un valore totale di copertura del fondale, restituendo quindi un’informazione di tipo quantitativo.

A ciascun campione viene attribuito un Valore di Qualità Ecologica (VQE), dato dal livello di sensibilità degli organismi presenti (tabella 1), dal loro valore di abbondanza relativa e dalla dispersione della composizione floristica. Calcolando di quanto questo valore effettivo si discosta da quello ideale di riferimento (misurato in aree prive di disturbo) si ottiene un Rapporto di Qualità Ecologica (RQE), compreso fra 0 e 1 e suddiviso in 5 classi, che corrispondono ad altrettante classi di Stato Ecologico.


 

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