Qualità delle acque di balneazione
La normativa, coerentemente con l’approccio caratteristico delle direttive ambientali relative ad altri settori – e in particolare, con quello la Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) – introduce i concetti di gestione e valutazione del rischio considerando anche le caratteristiche territoriali ed antropiche.
Non si parla più, infatti di mera idoneità o non idoneità alla balneazione, cioè del rispetto dei limiti alla fine della stagione balneare, ma si passa alla valutazione in 4 classi di qualità:
- eccellente
- buona
- sufficiente
- scarsa
La classe di qualità delle aree di balneazione toscane è indicata insieme ai dati del monitoraggio. Le aree sono balneabili indipendentemente dall’appartenenza alla classe “eccellente”, “buona” e “sufficiente” e non vi sono vere differenze per il loro utilizzo da parte dei cittadini anche se l’impatto che tali “giudizi” possono avere sul pubblico e sui settori economici legati al turismo balneare è indubbiamente forte.
Diversa la situazione delle acque classificate come “scarse”: la normativa infatti prevede che, a partire dal 2015, le Regioni assicurino che tutte le acque di balneazione siano almeno “sufficienti”, pena l’istituzione di un divieto permanente per motivi igienico-sanitari.
L’appartenenza ad una classe viene determinata – secondo quanto previsto dall’all. 2 D.Lgs. 116/08 – in base agli andamenti statistici (90°o 95° percentile) delle concentrazioni microbiologiche sulla base di 4 anni di analisi secondo il seguente schema
| Corpo idrico | Parametro | Classe di qualità | ||
| Eccellente | Buona | Sufficiente | ||
| 95° %ile | 95° %ile | 90° %ile | ||
| Acque marine | Enterococchi intestinali | 100 | 200 | 185 |
| Escherichia coli | 250 | 500 | 500 | |
| Acque interne | Enterococchi intestinali | 200 | 400 | 330 |
| Escherichia coli | 500 | 1000 | 900 | |
I motivi dei peggioramenti di classe sono legati anche al calcolo del percentile stabilito dalla norma (all. 2 D.Lgs. 116/08), che, nonostante non si abbiano campioni non conformi (DM 30/03/2010) nell’ultima stagione balneare, per una diversa distribuzione delle concentrazioni rilevate nelle 4 stagioni considerate per il calcolo, produce risultati diversi. Tali considerazioni sono già state da tempo portate all’attenzione del Ministero della Salute, ma ad oggi non è stata introdotta alcuna correzione
Una menzione particolare meritano i riconoscimenti ambientali volontari, soprattutto per sottolineare il fatto che non sono da mettere in relazione alle caratteristiche delle acque di baneazione. Tali attestazioni infatti riguardano più che altro la qualità delle spiagge e sono poco o nulla confrontabili con i risultati dei controlli ai fini della balneabilità, prendendo in considerazione anche aspetti molto più generali, che non dipendono dalle caratteristiche delle acque. Tra i riconoscementi più noti:
la Bandiera Blu: riconoscimento internazionale, assegnato annualmente dalla FEEE (Federazione Europea per l’Educazione Ambientale) alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. I Comuni che intendono aderire volontariamente al programma, attraverso un questionario, forniscono informazioni su vari aspetti (gestione ambientale, servizi e sicurezza delle spiagge, educazione ambientale, certificazione ambientale, depurazione, qualità delle acque di balneazione, raccolta differenziata, iniziative ambientali e turismo) relativamente a tutto il territorio o solo ad una porzione, come una spiaggia. La Giuria Nazionale della FEEE Italia valuta i questionari attribuendo scale di punteggio variabili per le diverse tematiche, che, complessivamente, possono dare un massimo di 100 punti, ma il giudizio finale (e pubblico) è solo l’attribuzione della Bandiera Blu. La qualità delle acque di balneazione contribuisce solo per 5-10 punti.
La Guida Blu: iniziativa realizzata da Legambiente e dal Touring Club Italiano per valorizzare le risorse storico-artistiche e naturalistiche e l’impegno delle amministrazioni verso la salvaguardia dell’ambiente. Nella Guida, ogni anno viene riportata una classifica delle località turistiche costiere in termini di “vele blu” assegnate (5 vele sono il massimo riconoscimento), prendendo in considerazione oltre 100 indicatori sulla qualità delle acque di balneazione, la raccolta differenziata, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali, qualità dell’accoglienza e delle strutture turistiche, presenza di luoghi d’interesse, pulizia, ecc. I Comuni presenti nella Guida rappresentano una selezione effettuata da parte dei circoli locali di Legambiente di quelli definiti “centri balneari” dal Touring Club Italiano. Per questi comuni sono raccolte informazioni sulla qualità dei servizi ricettivi e sulla qualità ambientale del territorio (fonti ISTAT, ANCI, CCIAA, Ministeri, ENEL, ecc.), anche grazie ai dati raccolti della Goletta Verde di Legambiente.
