Monitoraggio ambientale dei corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione – Anno 2025
Sintesi dei risultati Rete di monitoraggio delle acque superficiali in Toscana nel 2025
Il 2025 apre il nuovo triennio di monitoraggio (2025-2027) su acque superficiali interne. I risultati del 2025 sono parziali e il quadro definitivo della qualità ecologica e chimica delle acque toscane si otterrà a fine 2027, quando verrà elaborato il set completo delle analisi chimiche e biologiche.
Il monitoraggio riguarda la matrice acqua in fiumi, laghi e acque di transizione; in un numero limitato di corsi d’acqua è stato campionato il biota, ossia la ricerca di sostanze pericolose in organismi che occupano l’apice della catena alimentare in ecosistemi fluviali; nelle acque di…
Il 2025 apre il nuovo triennio di monitoraggio (2025-2027) su acque superficiali interne. I risultati del 2025 sono parziali e il quadro definitivo della qualità ecologica e chimica delle acque toscane si otterrà a fine 2027, quando verrà elaborato il set completo delle analisi chimiche e biologiche.
Il monitoraggio riguarda la matrice acqua in fiumi, laghi e acque di transizione; in un numero limitato di corsi d’acqua è stato campionato il biota, ossia la ricerca di sostanze pericolose in organismi che occupano l’apice della catena alimentare in ecosistemi fluviali; nelle acque di transizione si aggiunge la matrice sedimento.
Lo stato ecologico calcolato su 76 stazioni riporta il 4% qualità cattiva, il 13% scarsa, il 41% sufficiente ed il 42% buona. È assente la qualità elevata. Questo indicatore combina, con la regola del “il peggior indicatore determina lo stato ecologico”, 5 indici. L’indice più sensibile è dato dalla comunità di macroinvertebrati seguito dalla comunità di macrofite e, a seguire, lo stato trofico.
Lo stato chimico invece viene calcolato considerando i superamenti nel valore medio degli standard di qualità ambientale delle sostanze elencate nella Tabella 1A, All.1, Parte III del D.Lgs 152/06.
Su un totale di 115 stazioni si rileva che il 63% ha una qualità chimica buona, mentre il 37% risulta non buona.
La programmazione delle attività e il set di parametri da ricercare sulle stazioni di monitoraggio seguono i criteri dettati dalla Direttiva europea 2000/60/CE (WFD), dal decreto di recepimento (D.Lgs. 152/06 e successivi aggiornamenti) e dalle linee guida del Sistema Nazionale delle Agenzie di Protezione Ambientale (SNPA).
