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L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2022

Durante il 2022 si sono registrati 16 cetacei morti lungo le coste toscane, spiaggiati o ritrovati in mare

Temi ambientali: Biodiversità
Pubblicato il:
L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2022
Durante il 2022 si sono registrati 16 cetacei spiaggiati morti lungo le nostre coste o comunque ritrovati in mare: 6 stenelle, 9 tursiopi e 1 balenottera comune. La maggiore parte degli spiaggiamenti è avvenuta nei mesi estivi, da giugno a settembre, (69%), tutti nella provincia di Livorno. Nel corso del 2022, grazie alla collaborazione dei diportisti e alla sensibilizzazione pubblica, si sono registrati anche 9 eventi di avvistamento, per un totale di 39 cetacei. Ancora una volta, in base al numero di individui registrati, quella del tursiope è risultata la specie maggiormente avvistata (90%, 35 esemplari), insieme alla balenottera comune (10%, 4 individui), soprattutto in prossimità dell’Isola d’Elba e nel Canale di Piombino. Le tartarughe marine salvate nelle acque della Toscana, nel 2022, sono state 4 sulle 50 rilevate. Delle 4 salvate, una sola è stata ospitata in un centro di recupero, curata, riabilitata, marcata e liberata in mare, mentre le altre 3 sono state liberate subito dopo la loro cattura con una rete da posta. A Grosseto è stato registrato il maggior numero di salvataggi, 3 su 4. Delle 50 tartarughe rilevate, 33 erano vive; di queste, 7 sono state avvistate mentre stavano nidificando. A proposito di nidi di tartaruga Caretta caretta nel 2022, in Toscana si sono registrati 5 eventi di nidificazione. Su un totale di 349 uova deposte complessivamente, si sono avute 148 nascite. Il successo riproduttivo per il 2022 è pari al 42%, un valore non troppo alto, nonostante almeno uno di questi nidi fosse stato traslocato in area apparentemente più idonea e “sicura”. Il fenomeno della nidificazione sulle spiagge toscane, avviato nel 2013, si è stabilizzato dal 2017 e durante il 2022 le nidificazioni si sono avute anche nella parte più settentrionale della Toscana, nei comuni di Massa e Pietrasanta. Il numero annuale di nidi è in aumento, seppur debolmente. Per il 2022, in Toscana, il monitoraggio di catture e avvistamenti dei grandi pesci cartilaginei ha fatto registrare solo 7 esemplari: 5 catture, 2 avvistamenti. Nel 60% delle catture, avvenute con rete da posta o canna per la pesca sportiva, gli animali erano vivi e sono stati subito liberati in mare. Su alcuni esemplari recuperati nel 2022 (5 cetacei e 19 tartarughe), benché non sempre le carcasse presentassero buone condizioni di conservazione, è stato eseguito un esame anatomopatologico completo, con ricerche batteriologiche, virologiche, parassitologiche, istologiche, sierologiche (IZSLT Pisa), genetiche (Università di Firenze) e tossicologiche (Università di Siena). In relazione a queste ultime va specificato che i contaminanti specifici quali PCB, mercurio e pesticidi sono stati ricercati dall’Università di Siena. Le indagini necroscopiche condotte hanno evidenziato segni legati ad un traumatismo (probabilmente rappresentato da collisioni con natanti) e all’intrappolamento in attrezzi da pesca, soprattutto per le tartarughe; per i cetacei, spesso viene rilevato un livello di contaminazione legato anche all’insorgenza di infezione da parte del Morbillivirus, probabili concause di morte.. È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)
L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – Anno 2022
Anno di pubblicazione: 2024
A cura di: Cecilia Mancusi, ARPAT - Area Vasta Costa, Settore Mare - U.O. RIBM, Ivano Gartner, ARPAT - Area Vasta Costa, Settore Mare, Romano T. Baino, ARPAT - Area vasta Costa, Settore Mare - U.O. RIBM
Pagine: 37

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