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L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – anno 2017

Le cause di mortalità e le pressioni più pericolose (catture accidentali, collisioni, contaminazione chimica, inquinamento acustico, sacchetti di plastica ecc.) che mettono in pericolo queste specie

Temi ambientali: Biodiversità
Pubblicato il:
L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – anno 2017

Gli ultimi decenni hanno visto un crescente interesse verso i cetacei rilevabile sia attraverso l’incremento del whale watching e nature cruises, sia per il proliferare di articoli e news sulla stampa e sul Web. Purtroppo le conoscenze scientifiche e forme di registrazione strutturata delle informazioni sono ancora carenti e, anche nei mari della Toscana, un parametro fondamentale quale l’abbondanza delle popolazioni di balene, delfini, tartarughe o grandi squali sono tuttora molto approssimative.

Con la Legge Regionale 19 marzo 2015 n° 30 “Norme per la conservazione e valorizzazione del…

L’attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei – anno 2017
Anno di pubblicazione: 2018
A cura di: Romano Baino, ARPAT - Settore Mare - U.O. RIBM
Pagine: 192

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