Nidificazione della tartaruga Caretta caretta in Toscana nella stagione 2026
Fino al 30 luglio, sono stati registrati 6 nidi e diversi tentativi di nidificazione lungo le coste toscane, isole comprese
Dal 1° giugno, i volontari di diverse associazioni ambientaliste (tra cui TartAmare, WWF e Legambiente) perlustrano quotidianamente sin dalle prime ore di luce i litorali e le spiagge toscane, cercando le impronte impresse sulla sabbia dalle femmine di Caretta caretta che, spingendosi fuori dal mare cercano il posto perfetto dove deporre le loro uova.
Fino al 30 luglio, in Toscana sono stati trovati 6 nidi e registrati e 12 tentativi di nidificazione lungo le nostre coste, isole comprese.
6 nidificazioni, di cui 1 non rilevata al momento della deposizione (sono state trovate 5 uova sparse in due giorni successivi forse a causa di inondazione del nido), così localizzati da Nord a Sud: 1 in Versilia, 2 su litorale pisano, 1 all’Isola d’Elba, 1 a Castiglione d. P. e 1 (perso) nel Parco della Maremma;
12 tentativi di nidificazione, tracce o femmine in spiaggia, così distribuite: 10 in provincia di Livorno (3 Isola d’Elba, 6 a Cecina e 1 a San Vincenzo), 1 a Massa e 1 a Grosseto.
Al momento nessuna tartaruga ha fatto una seconda nidificazione, come in genere avviene. In una singola stagione riproduttiva, infatti, ogni femmina di Caretta caretta depone più volte, con un intervallo di tempo di circa 12-16 giorni e spesso nella stessa area spiaggia o area geografica, soprattutto se l’ambiente è privo di grandi disturbi antropici, come quelli legati al turismo balneare.
Il dato particolare che caratterizza questa stagione riproduttiva è il calo temporaneo delle deposizioni che sono meno di un quarto rispetto ai “record del 2025” (alla fine di luglio 2025 avevamo 31 tracce e 29 nidi), ma i dati sono in linea con quelli di altre regioni (ad esempio della Campania) ed è normale avere una certa fluttuazione negli anni.
Il resoconto giornaliero dei monitoraggi mattutini degli arenili, che continueranno fino alla fine di agosto, e tutti i dati relativi ai nidi registrati, sono raccolti da ARPAT nell’ambito dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (OTB) di Regione Toscana e sono anche condivisi con il progetto Life Turtlenest di cui ARPAT è partner.
Tutti i nidi sono dotati di data logger per il rilevamento delle temperature, uno dei fattori essenziali per l’incubazione delle uova e per le previsioni di schiusa, che richiede un periodo di 42-65 giorni dalla deposizione: il primo nido della stagione 2026 (Parco di San Rossore) è arrivato a poco più di 40 giorni di incubazione. A questo proposito è interessante segnalare che questo nido è stato segnalato il 17 giugno grazie all’attività di monitoraggio effettuata in kayak da Marco Verdone, medico veterinario, istruttore e guida di kayak, che svolge, a titolo volontario, il monitoraggio lungo la costa della Tenuta di San Rossore. Il kayak, infatti, consente di operare in modo ecosostenibile, discreto e flessibile, permettendo di perlustrare molti chilometri di costa in tempi relativamente brevi. Le tracce lasciate dalle femmine nidificanti possono essere individuate anche a una certa distanza dalla battigia e risultano spesso ben visibili dal mare. La segnalazione è stata trasmessa tempestivamente alla Guardia Costiera, tramite il numero 1530, che ha attivato i soggetti della rete toscana: Università di Pisa, Legambiente Toscana e ARPAT hanno effettuato le verifiche confermando la presenza del nido, deposto in una posizione idonea e sufficientemente distante dalla linea di battigia.
Rilevamenti di tartarughe Caretta caretta in Toscana – anni 2012-2025
