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Le api dell’isola di Gorgona (Li) sentinelle dell’ambiente

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ARPAT partecipa alla giornata di formazione promossa dall’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani e dalla Casa Circondariale nell’ultima colonia penale del Mediterraneo

Il progetto “Le api di Gorgona”, promosso due anni fa dalla Casa Circondariale di Livorno e dall’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani, nasce con l’obiettivo di unire formazione dei detenuti, inclusione sociale e tutela della biodiversità, aprendo promettenti scenari sia sul fronte del reinserimento lavorativo che su quello della ricerca scientifico-ambientale. Per fare il punto sulle attività in corso e presentare gli sviluppi futuri, lo scorso 14 settembre si è tenuto sull’isola di Gorgona un convegno istituzionale che ha visto la partecipazione anche dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), insieme a enti di ricerca, istituzioni locali e apicoltori.

Ad aprire la giornata è stato Duccio Pradella, Presidente dell’Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani, che ha sottolineato il valore della sinergia tra le istituzioni locali, la Regione Toscana, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, i centri di ricerca (Università di Firenze, Università di Pisa, CREA Agricoltura e Ambiente, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Accademia dei Georgofili) e il settore produttivo. Mentre, Maria Grazia Giampiccolo, Direttrice della Casa Circondariale di Livorno, ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca perfettamente nell’identità di Gorgona — ultima colonia penale agricola del Mediterraneo, offrendo concreti percorsi di reinserimento formativo e lavorativo per i detenuti.

Simona Cerrai, intervenuta in rappresentanza dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (ARPAT), ha portato i saluti del Commissario Pietro Rubellini, impossibilitato a partecipare per motivi istituzionali. Cerrai, responsabile del settore Comunicazione di ARPAT ha evidenziato il ruolo delle api quali “sentinelle dell’ambiente” perché sono indicatori indiretti della qualità ambientale: dove prosperano le api, l’ecosistema è in equilibrio, la biodiversità è garantita e l’intera catena alimentare ne risente positivamente. Il cambiamento climatico e la presenza di fitofarmaci sono alcuni dei fattori principali che contribuiscono al declino degli impollinatori. Proprio per contrastare i principali fattori del declino degli impollinatori — in primo luogo il cambiamento climatico e l’uso di fitofarmaci — e forte dell’esperienza maturata nel monitoraggio dei prodotti fitosanitari nelle acque interne, l’Agenzia toscana si è fatta promotrice di un nuovo progetto in sinergia con l’Associazione Apicoltori Toscani, l’Università di Firenze, il Consorzio di Bonifica e diversi partner internazionali. La proposta, attualmente in fase di stesura per accedere ai finanziamenti europei, mira a valutare la qualità ecologica dell’ambiente agrario toscano attraverso lo studio delle interazioni tra impollinatori, agricoltura convenzionale, inquinanti e impatti climatici.

A conferma di come la tutela ambientale si intrecci con le attività pratiche sul campo, i tecnici dell’Associazione Martina Ferrè e Paolo Betti hanno ripercorso le tappe operative di un progetto nato come risposta a una concreta esigenza della comunità di Gorgona. Un percorso che ha portato all’installazione di otto nuovi alveari, andati ad affiancare i due già presenti. Forte del grande coinvolgimento riscontrato tra i detenuti e la comunità locale, l’associazione ha così avviato quest’anno un percorso formativo avanzato sull’allevamento delle api regine, cogliendo l’opportunità dell’isolamento geografico dell’isola, ideale per la fecondazione controllata.