Dove si può trovare: le sorgenti del radon
Il radon, una volta uscito dalla roccia, può essere trasportato dai fluidi contenuti nel sottosuolo anche a grande distanza dall’origine. Non tutto il radon generato dal decadimento del radio nella roccia viene rilasciato nell’ambiente; infatti più i granelli che costituiscono la roccia sono fini, maggiore è la possibilità di rilascio. 
Quando fuoriesce dal terreno, dai materiali da costruzione e in qualche caso anche dall’acqua, si disperde rapidamente nell’atmosfera, mentre tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, raggiungendo concentrazioni pericolose per la salute, se i ricambi di aria non sono adeguati.
Il radon si diffonde all’interno degli ambienti chiusi a causa della differenza di pressione fra gli edifici e il suolo: l’aria calda che sale nella casa provoca negli scantinati e nei piani inferiori una lieve depressione dando luogo così ad un’aspirazione dal suolo, cioè il cosiddetto “effetto camino”.
Oltre all’effetto camino, anche il vento o l’uso di dispositivi che consumano l’aria interna (ad esempio stufe, camini…), contribuiscono alla depressurizzazione dei locali e all’ingresso del radon negli edifici. Il radon può penetrare nelle abitazioni attraverso fessure e giunti di muri e pavimenti, canalizzazioni degli impianti idraulici, elettrici e di scarico.
Di norma la concentrazione è più elevata durante la notte, più bassa di giorno (ad es. la mattina se si aprono le finestre per aerare le stanze), e aumenta nei periodi di scarso utilizzo degli ambienti, a causa della carenza di ricambi d’aria. È inoltre generalmente più alta, in media, in inverno che in estate.

A1 – Passaggi lungo le tubazioni; A2 – Fessure tra i piani; A3 – Fessurazioni nei muri dei seminterrati; A4 – Crepe tra pavimenti e muri; A5 – Fessurazioni dei solai; A6 – Crepe e cavità dei muri; B – Esalazione dai materiali da costruzione; C – Radon rilasciato dall’acqua
