Installato a Pianosa uno strumento per valutare l’apporto di azoto e fosforo proveniente dall’atmosfera al bilancio dei nutrienti in ambito marino
Lo scopo principale è quello di quantificare i composti azotati e fosforati ed altri contaminanti presenti nelle piogge (deposizioni umide) e nelle polveri atmosferiche (deposizione secca) per valutare quanto possano incidere sulle concentrazioni che si rilevano nelle acque marine a seguito del monitoraggio previsto dalla Strategia Marina (D.Lgs 190/2010) per il Descrittore 5 – Eutrofizzazione.
L’attività è svolta in collaborazione con ISPRA nell’ambito dell’Accordo Operativo MASE-ISPRA-ARPA di attuazione del D. Lgs. n. 190/2010 di recepimento della Direttiva 2008/56/CE (Direttiva Quadro sulla Strategia Marina). Il monitoraggio delle deposizioni atmosferiche, rispetto alle altre attività previste dall’accordo MASE-ISPRA-ARPA, che vedono coinvolte tutte le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA), è condotto solo da quattro Agenzie ARPA Toscana, ARPA Emilia Romagna, ARPA Puglia e ARPA Sicilia, con le quali ISPRA ha stipulato una convenzione mirata.
In ogni regione, sono state individuate aree “remote”, poco o nulla influenzate, cioè, dalle pressioni antropiche costiere, in modo da valutare l’input di nutrienti provenienti dalla circolazione atmosferica su tutte le acque marine, anche nelle zone più al largo (entro le 12Mn): oltre a Pianosa per la Toscana, sono state individuate le Isole Tremiti (Puglia), l’Isola di Lampedusa (Sicilia) e il nord Adriatico (Emilia-Romagna).
L’ARPA Toscana, tramite un Accordo Operativo di Collaborazione Scientifica con l’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e grazie alla disponibilità del personale tecnico ed amministrativo ha potuto posizionare lo strumento nell’area esterna della Base di Ricerca Pianosa del CNR (la “Ex caserma dei Carabinieri”).
Le attività di campionamento delle deposizioni secche e umide a Pianosa (affidate da ARPAT al Consorzio Interuniversitario di Biologia Marina – CIBM) verranno effettuate con frequenza mensile, compatibilmente con le condizioni meteo-marine, fino al 30 novembre 2026.
Una volta raccolti, i campioni verranno trasferiti al laboratorio ARPAT di Livorno dove saranno eseguite analisi dei seguenti parametri: nutrienti (ammonio, nitrati, nitriti, fosfati), azoto e fosforo totale e vari composti ionici (cloruri, solfati, calcio, magnesio, sodio, potassio).
Il campionatore Wet&Dry installato a Pianosa
Lo strumento installato è il dispositivo Geoves modello W&D2, un campionatore passivo dotato di due raccoglitori (secchi in PP5) separati, uno per le deposizioni secche (polveri “DRY”) e uno per le deposizioni umide (pioggia, neve, rugiada, ecc. “WET”).
Normalmente il raccoglitore WET è chiuso da un coperchio mobile, che in caso di pioggia, grazie ad un sensore elettronico, si sposta automaticamente coprendo il raccoglitore DRY: ogni movimento (data e ora di apertura e chiusura dei due campionatori) è registrato da un datalogger interno. Tutto il sistema è a basso consumo energetico ed alimentato da un pannello solare da 20 W e da una batteria tampone a 12 V ac.
Il campionatore, costruito con materiali inossidabili anticorrosione, è costituito dalle seguenti parti o elementi funzionali:
- 1 =
struttura metallica di supporto; - 2 = vani separati per l’alloggiamento dei raccoglitori;
- 3 = sistema motorizzato automatico per la movimentazione del coperchio;
- 4 = coperchio mobile “sigillatore;
- 5 = sensore di presenza pioggia che attiva l’unità coperchio;
- 6 = quadro alloggiamento datalogger di comando con rete 220 Vac;
- 7a = raccoglitore asportabile per le deposizioni secche (DRY);
- 7b = raccoglitore asportabile per le deposizioni umide (WET).

