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Acque e sostenibilità: il progetto europeo WATERPATH 

Temi ambientali: Depuratori e acque di scarico
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Le soluzioni basate sulla natura per i trattamenti quaternari di acque di scarico

Il Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” dell’Università degli Studi di Firenze ha organizzato, il 23 ottobre 2026, a Sesto Fiorentino il seminario “Engineered Nature-Based Solutions for Wastewater Quaternary Treatment: The Experience of the WATERPATH Project” ( Le soluzioni tecniche basate sulla natura per i trattamenti quaternari di acque di scarico. L’esperienza del progetto WATERPATH).

Il progetto coordinato dall’Università di Firenze, nella persona del prof. Massimo Del Bubba, ha coinvolto le università di Las Palmas, Torino e Napoli oltre a gestori toscani di impianti di depurazione e stakeholder come ARPAT.

Al centro dell’incontro la trasformazione della depurazione delle acque reflue in ottica circolare: la valorizzazione dei fanghi biologici mediante processi di termoconversione pirolitica (pirolisi) consente di produrre materiali carboniosi (biochar) reattivi idonei al trattamento quaternario di acque di scarico.

Le approfondite attività sperimentali di caratterizzazione dei biochar e l’integrazione di questi materiali in “nature-based solutions” (soluzioni basate sulla natura) costituite da mesocosmi alimentati con acque di scarico reali del comprensorio tessile pratese hanno reso possibile raggiungere importanti traguardi. In particolare, gli esperimenti, condotti per periodi prolungati, fino a 11 mesi consecutivi, hanno mostrato straordinarie e stabili efficienze nella rimozione di contaminanti emergenti, quali farmaci, sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) e inibitori della corrosione (come i triazoli di origine industriale).

ARPAT, in qualità di stakeholder del progetto, ha seguito alcune attività.

1) Individuazione dei punti di campionamento sul bacino dell’Arno prossimi o coincidenti con dei punti di monitoraggio. L’ Agenzia ha scelto di campionare le acque dell’Arno e di alcuni affluenti dello stesso, individuando alcuni punti di immissione (Ponte a Buriano e Poggio Castiglioni ad Arezzo, Anconella e Lastra a Signa a Firenze, La Rotta e il Circolo Canottieri Pontedera a Pisa) posti nelle vicinanze di comparti produttivi. Nel monitoraggio sono stati inclusi i punti di presa d’acqua per la produzione di acqua potabile, i punti di scarico di effluenti degli impianti di depurazione, i punti a monte e a valle di tali scarichi nonché una serie di altri punti rappresentanti la raccolta delle acque a scopo irriguo. Nell’ambito del progetto, sono state effettuati 6 campionamenti su tutte le stazioni seguendo le stagioni, a partire da maggio 2025.

2) Partecipazione alle attività di campionamento con modalità medio composite su un’ora, utilizzando una nuova pompa di campionamento ad alto volume acquistata dall’Agenzia per il progetto WATERPATH.

3) Coinvolgimento nello sviluppo di metodiche analitiche per la ricerca delle sostanze chimiche emergenti come previsto dalla Direttiva 2024/3019. Quest’attività è stata sviluppata e verrà implementata nel 2027 nell’ambito della realizzazione di tesi di laurea.

Il Commissario di ARPAT, Pietro Rubellini dichiara che l’Agenzia, stakeholder del progetto WATERPATH, è fortemente interessata ai processi che riutilizzato i fanghi derivanti dalla depurazione degli scarichi per la produzione di biochar utile per essere reimmesso nei circuiti di abbattimento di inquinanti emergenti come i PFAS, residui di pesticidi o metaboliti di farmaci in particolare antibiotici. Queste soluzioni innovative consentono una circolarità del circuito di depurazione delle acque di scarico mai raggiunta prima utilizzando nature based solution (basate sulla natura) che non aggiungono ulteriori prodotti di sintesi ai processi depurativi.

Il Coordinatore del Progetto, Prof. Massimo Del Bubba, conclude sottolineando come questo progetto, grazie alle competenze tecnico-scientifiche multidisciplinari messe in campo, sia al servizio della tutela dell’ambiente, della salute pubblica e dell’economia circolare.

Il risultato ottenuto conferma che WATERPATH può diventare un punto di riferimento per le strategie europee di gestione sostenibile delle risorse idriche e di abbattimento dei contaminanti emergenti, come indicato nelle nuove direttive comunitarie 2024/3019 e 2026/805.