ARPAT agli Stati generali dell’Ambiente a Firenze: dati, cambiamenti climatici e tutela del territorio
L’intervento del Commissario ARPAT Pietro Rubellini sui segnali più preoccupanti della crisi climatica e sul ruolo strategico del monitoraggio ambientale a supporto delle decisioni pubbliche
Il Commissario ARPAT Pietro Rubellini è intervenuto agli Stati generali dell’ambiente, la manifestazione organizzata da Ricicla TV al Teatro della Compagnia di Firenze, con il patrocinio istituzionale della Regione Toscana, Assessorato all’Ambiente, e la partnership del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, di ISPRA e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA).
Il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore all’Ambiente della Toscana David Barontini hanno preso parte a questa prima edizione della nuova rassegna, che si concluderà a Napoli nella primavera del 2027.
L’evento ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e comunità locali per confrontarsi sui temi dell’economia circolare, della rigenerazione e tutela del territorio e della transizione energetica, offrendo uno sguardo concreto sulle sfide e le opportunità della transizione ecologica in Toscana.
Nel corso della seconda sessione, “Dalla rigenerazione alla tutela del territorio. Parchi, biodiversità e paesaggio: il valore del capitale naturale toscano”, il Commissario ARPAT Pietro Rubellini ha risposto alle domande di Monica D’Ambrosio, direttrice di Ricicla TV, sui cambiamenti climatici che stanno alterando parametri e standard di riferimento per il monitoraggio ambientale. In particolare, ha evidenziato i fenomeni che destano maggiore preoccupazione e l’importanza di tradurre i dati ambientali in decisioni sempre più efficaci per la tutela del territorio.
Tra gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici, Pietro Rubellini richiama la trasformazione del clima mediterraneo, caratterizzata da estati sempre più calde e da un regime delle precipitazioni profondamente modificato. Negli ultimi dieci anni sono infatti aumentati gli eventi piovosi intensi e di breve durata, le cosiddette “bombe d’acqua”, che oltre a provocare alluvioni e frane producono conseguenze non solo quantitative ma anche qualitative su molti comparti ambientali.
Fra le criticità più preoccupanti vi sono le difficoltà dei sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue, progettati in un contesto climatico diverso da quello attuale. Durante gli eventi meteorici più intensi, infatti, gli impianti possono andare in sofferenza e parte delle acque viene convogliata direttamente nei corpi idrici superficiali, con ripercussioni sulla qualità di fiumi e acque costiere e possibili divieti temporanei di balneazione.
Un secondo segnale – ha sottolineato Rubellini rivolgendosi in particolare alla platea degli studenti presenti in sala – riguarda le acque sotterranee. Le precipitazioni sempre più brevi e concentrate, che non consentono all’acqua di infiltrarsi adeguatamente nel sottosuolo, riducono la capacità di ricarica delle falde, alterandone l’equilibrio e favorendo, nelle aree costiere, l’intrusione di acqua salata, attraverso il cosiddetto cuneo salino. Quest’acqua, poi pompata in superficie, provoca una progressiva salinizzazione del suolo, compromettendone in prospettiva la capacità di coltivazione e, di conseguenza, la sua produttività.
Trasformare i dati ambientali in decisioni efficaci – ha precisato Rubellini- significa prima di tutto rafforzare la conoscenza e la consapevolezza della cittadinanza. In un contesto in cui informazioni scorrette e semplificazioni rischiano di ostacolare scelte fondate su evidenze scientifiche, le agenzie tecnico-scientifiche, come ARPAT, sono chiamate non solo a fornire dati ai decisori politici, ma anche a costruire un solido substrato di conoscenza nei cittadini e nelle cittadine, che consenta loro di valutare con consapevolezza, senza cadere in strumentalizzazioni, e permettere ai decisori di assumere decisioni sapendo che saranno comprese e valutate all’interno di un dibattito democratico, al riparo dalle distorsioni dell’ignoranza.
Guardando al futuro, Rubellini immagina una Toscana capace di coniugare salute degli ecosistemi, qualità della vita e sviluppo sostenibile. Le priorità indicate sono la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia e il superamento di un’agricoltura ad alto impiego di prodotti chimici di sintesi.
In questo percorso assume un ruolo importante anche la partecipazione di ARPAT all’Osservatorio nazionale sull’adattamento climatico, che ha il compito di accompagnare l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Attraverso il contributo dei propri esperti, l’Agenzia mette a disposizione dati, monitoraggi e competenze maturate sul territorio toscano per trasformare le conoscenze scientifiche in strategie e azioni concrete di adattamento.
