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ARPAT entra nell’Osservatorio nazionale sull’adattamento climatico

Temi ambientali: Cambiamento climatico
Tag: Clima
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L’Agenzia partecipa all’Osservatorio con un proprio esperto nel Gruppo di lavoro sulle azioni di adattamento, mettendo a disposizione conoscenze, monitoraggi e competenze maturate sul territorio toscano

Nel febbraio scorso si è insediato l’Osservatorio nazionale sull’adattamento climatico che ha tra i suoi compiti l’indirizzo e il coordinamento multilivello per l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) nonché la definizione di priorità di intervento, l’aggiornamento delle azioni e l’individuazione delle fonti di finanziamento.
 
Il Pnacc, che è stato approvato nel 2023, costituisce una guida per pianificare le politiche di adattamento ai cambiamenti del clima non solo a livello nazionale, ma anche regionale e locale, nel breve e lungo periodo.
 
L’Osservatorio insediato è lo strumento attraverso cui si potranno tradurre le strategie delineate dal Piano in azioni concrete, grazie anche alla composizione eterogenea e multilivello dello stesso. Costituiscono l’Osservatorio
Il Comitato prevede cinque Gruppi di lavoro tematici, che si occuperanno rispettivamente di impatti e rischi (GdL 1), pianificazione dell’adattamento (GdL 2), azioni di adattamento (GdL 3), finanziamento dell’adattamento (GdL 4) e monitoraggio reporting e valutazione (GdL 5).
 
Tali gruppi, composti, tra gli altri, da esperti, tecnici e ricercatori provenienti da Ispra e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, supporteranno il Comitato nel mettere a punto gli aspetti relativi all’attuazione del Pnacc: aggiornare le priorità, individuare le fonti di finanziamento, costruire il sistema di monitoraggio che permette di misurare l’efficacia delle azioni individuate.
 
Gaetano Licitra, Responsabile del Dip.to di Pisa, rappresenta ARPAT nel gruppo di lavoro sulle azioni di adattamento (GdL 3).
 
“È importante che ARPAT sia presente nell’Osservatorio nazionale sull’adattamento ai cambiamenti climatici previsto dal PNACC – dichiara il Commissario di ARPAT Pietro Rubellini – perché il cambiamento climatico sta producendo effetti rilevanti non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche qualitativo, sulla gestione delle risorse ambientali e idriche.
La partecipazione all’Osservatorio ci consente di portare il contributo scientifico e tecnico maturato da ARPAT attraverso le attività di monitoraggio svolte da anni sul territorio. Allo stesso tempo, ci attendiamo di ricavare dal confronto a livello nazionale e globale indicazioni utili per tradurre gli indirizzi generali in azioni di adattamento concrete, mirate e applicabili a livello locale.
In questo contesto, la presenza di Gaetano Licitra, responsabile del Dipartimento di Pisa, è particolarmente indicata. La sua formazione di “fisico” e la sua esperienza gli permettono di analizzare i meccanismi e le dinamiche dei fenomeni collegati al cambiamento climatico, con particolare riferimento agli effetti sulla qualità delle acque sotterranee e superficiali e ai regimi idrologici e idraulici. 
Si tratta di competenze molto importanti anche per il territorio pisano, dove negli ultimi anni le modifiche del regime delle precipitazioni e gli effetti connessi alla presenza del mare hanno avuto conseguenze riconoscibili sulle risorse idriche e sugli ecosistemi. Il contributo di ARPAT nell’Osservatorio PNAC sarà quindi orientato a collegare l’analisi scientifica dei fenomeni alla definizione di strategie di resilienza e di interventi locali di adattamento più efficaci”.

Foto di copertina di Willfried Wende su Pixabay