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Il controllo delle acque di balneazione – Stagione 2025

Gli esiti del monitoraggio effettuato da ARPAT a tutela della salute dei bagnanti in Toscana

Temi ambientali: Alga Ostreopsis Ovata Balneazione
Pubblicato il:
copertina Report balneazione 2025
La stagione balneare 2025 è stata caratterizzata, come negli ultimi anni, da un’elevata qualità delle acque, ma i casi di non conformità sono significativamente aumentati rispetto alla stagione precedente: il 6,3% del totale di campioni prelevati non ha rispettato i limiti, distribuiti in 90 aree di balneazione lungo 111 km di costa, con concentrazioni microbiche particolarmente elevate nella maggior parte di questi controlli, tutti valori nettamente superiori al 2024. Questi dati sono sicuramente correlabili con stagioni più o meno piovose e con un cambiamento climatico in atto (fenomeni piovosi intensi, più o meno localizzati e spesso di breve durata), ma il legame tra le piogge e i divieti temporanei di balneazione è determinato soprattutto da criticità del sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue (difetti di progettazione; scarsa e/o cattiva manutenzione e/o obsolescenza di impianti e condotte; carenze infrastrutturali; commistione tra acque nere e bianche; abusivismo, ecc.) che possono essere risolte solo a fronte di uno sforzo economico importante e tempi di realizzazione medio-lunghi (anni). Di conseguenza, si devono ripensare i modelli di sviluppo del territorio e la gestione delle emergenze, potenziando anche i sistemi di comunicazione ed informazione trasparente verso operatori economici e popolazioni. Per gestire le situazioni più critiche e, soprattutto, quelle conosciute, lo strumento delle ordinanze di divieto temporaneo in via preventiva (le c.d. ordinanze preventive), è sicuramente fondamentale. Tali ordinanze, infatti, possono essere emesse a fronte di segnalazioni di apertura di by-pass degli impianti di depurazione e/o degli scolmatori di piena delle condotte dopo piogge intense, senza attendere l’esecuzione di prelievi da parte di ARPAT e la relativa conclusione delle analisi, entrando in vigore quando è più alto il rischio sanitario. Nel 2025 queste ordinanze preventive sono state adottate solo da parte di alcuni comuni della costa livornese e, dopo il Comune di Livorno (2024), anche quello di Piombino ha scelto di utilizzare una modalità rapida e semplificata (comunicazione da parte degli Uffici senza atto del Sindaco). In totale (tra ordinanze vere e proprie e comunicazioni) sono stati emanati 16 divieti preventivi da parte di solo 4 comuni (6 da Livorno, 2 da Rosignano M., 6 da S. Vincenzo e 2 da Piombino) ed i controlli di ARPAT, effettuati al termine delle emergenze (piogge o sversamenti), hanno confermato il ripristino dell’idoneità alla balneazione nel giro di 48-72 ore in quasi il 95% dei casi. Questo strumento, purtroppo, è ancora poco o per nulla utilizzato nelle altre parti della costa toscana e, in particolare lungo il litorale apuo-versiliese, nonostante vi siano criticità anche maggiori rispetto a quella livornese: tra le province di MS e LU sono concentrati oltre la metà dei divieti permanenti per inquinamento di tutta la Toscana e si registra una frequenza almeno doppia dei casi di superamento dei limiti (15,8%) rispetto alla media regionale (6,3%). Lo sforzo da parte dell’Agenzia, ovviamente, non è stato indifferente e se altri gestori del SII e Comuni attuassero queste procedure si potrebbe arrivare ad un carico insostenibile per le attuali risorse di ARPAT, ma i dati raccolti nel frattempo potrebbero consentire di individuare modalità semplificate (senza analisi) anche per la rimozione del divieto. Per superare le difficoltà e migliorare entrambi questi aspetti sarebbe sicuramente importante un maggior coordinamento ed indirizzo regionale. La qualità delle aree di balneazione nel 2025 si è mantenuta ad un livello molto elevato con il 92,8% delle aree (257 su 277) ed il 97,5% dei km di costa controllati che si colloca in classe “eccellente”, ma in peggioramento con 20 aree in qualità inferiore alla “eccellente”, di cui 1 “sufficiente” e 1 “scarsa”, che si estendono su circa 15,7 km di costa, mentre nel 2024 erano 17 aree in totale (1 “scarsa”) su poco più di 14 km di costa. Osservando la distribuzione territoriale, si può notare che la metà delle aree in classe diversa da quella “eccellente” (10 aree, delle quali 9 “buone” e 1 “scarsa”) sono concentrate nel litorale apuo-versiliese e quelle “eccellenti” sono meno del 74% di quelle presenti nelle due province (MS e LU) e del 90% della relativa lunghezza di costa, cioè i valori più bassi di tutta la Toscana. Per la maggior parte (75%) le aree non “eccellenti” (20) sono interessate da apporti di acque superficiali interne o di transizione, a conferma che i fattori di contaminazione delle acque di balneazione sono quasi sempre rappresentati dagli apporti di acque reflue non depurate, come dimostrano anche i risultati dei controlli effettuati sui tratti di divieto permanente di balneazione per motivi igienico-sanitari. Nel 2025 quasi il 60% dei campioni prelevati nei divieti permanenti risulta contaminato, con concentrazioni di batteri fecali molto elevate in quasi la metà (48,5%) e medie in aumento per entrambi i parametri (E. coli e enterococchi intestinali). Il fatto che alti livelli di contaminazione si siano avuti anche in periodi senza precipitazioni dimostra che i fenomeni di inquinamento di questi piccoli corpi idrici sono presenti tutto l’anno e ben conosciuti e, ciò nonostante, mai risolti. Le situazioni peggiori, come sempre, sono quelle del litorale apuano (provincia di Massa Carrara), dove le foci dei corsi d’acqua sono quasi sempre risultate contaminate anche in modo elevato (Parmignola e fossa Maestra a Carrara e Magliano a Massa sempre, Brugiano a Massa quasi sempre; Frigido a Massa e Versilia a Montignoso talvolta), ma anche nel resto della costa toscana il peggioramento è ben evidente, con la gora delle Ferriere (Follonica) fortemente inquinata e nessun tratto esente da superamenti. Di conseguenza, non si intravedono ancora condizioni che fanno presagire ad una loro riapertura alla balneazione o, almeno, all’inizio di un risanamento ambientale di queste acque. Nel 2025 ci sono stati alcuni episodi di aumento delle concentrazioni (“fioritura”) della microalga potenzialmente tossica Ostreopsis ovata in alcune aree di balneazione senza tuttavia che vi sia stata alcuna segnalazione di malesseri accusati dai bagnanti da parte delle ASL competenti. Valori a poco al di sopra del limite di allerta (10'000 cell./L) si sono presentati in 2 zone controllate di Marina di Massa e nelle 3 di Marina di Pisa tra fine giugno e luglio, ma sono rientrati nella norma al controllo successivo, ad eccezione di un caso nella parte più meridionale di Marina di Pisa (OST-PI3), dove le concentrazioni sono state elevate per 3 settimane raggiungendo valori critici (tra 30.000 e 100.000 cell./L), fortunatamente in assenza di condizioni favorevoli alla formazione di aerosol.
Il controllo delle acque di balneazione – Stagione 2025
Anno di pubblicazione: 2026
A cura di: Antonio Melley – ARPAT, UO RIBM, Settore Mare
Pagine: 68

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