Quadro delle segnalazioni inviate dai cittadini nell’area vasta centro
| struttura | area geografica | 2023 | 2024 | 2025 | triennio: 2023-2024-2025 |
| Empoli | area vasta centro | 26 | 28 | 30 | 84 |
| Firenze | area vasta centro | 134 | 122 | 142 | 398 |
| Mugello | area vasta centro | 5 | 11 | 17 | 33 |
| Pistoia | area vasta centro | 50 | 41 | 53 | 144 |
| Prato | area vasta centro | 39 | 49 | 55 | 143 |
| SAF (struttura agenti fisici) | area vasta centro | 10 | 5 | 17 | 32 |
| totale | 264 | 256 | 314 | 834 |
Il numero maggiore di segnalazioni, nel triennio, è stato gestito dal Dipartimento di Firenze: 398 complessive che rappresentano quasi la metà dell’attività dell’Area Vasta. Dopo una lieve contrazione nel 2024 (122 segnalazioni), il dipartimento fiorentino registra nel 2025 una crescita (142 segnalazioni).
Seguono Pistoia con 144 segnalazioni e Prato con 143, entrambe caratterizzate da un andamento positivo nell’ultimo anno. Pistoia passa da 41 pratiche nel 2024 a 53 nel 2025 (+29%), mentre Prato passa da 49 a 55 (+12%).
Anche Empoli mostra una crescita costante nel triennio, passando da 26 segnalazioni nel 2023 a 30 nel 2025, mentre il Mugello registra l’incremento percentuale più elevato, triplicando le segnalazioni rispetto al 2023 (da 5 a 17). Analoga situazione si osserva nel SAF Centro, che passa da 5 pratiche nel 2024 a 17 nel 2025.
Nel complesso, il dato del 2025 evidenzia una crescita diffusa in tutti i dipartimenti e le strutture dell’Area Vasta Centro.
Problemi ambientali segnalati dai cittadini
L’analisi delle segnalazioni ambientali presentate dai cittadini nel 2025 alle strutture dell’Area Vasta Centro di ARPAT evidenzia un quadro variegato da cui emergono vari problemi ambientali: dal rumore alla gestione dei rifiuti, dalle maleodoranze alla presenza di amianto. Queste problematiche, insieme, rappresentano la maggior parte delle problematiche contenute nelle segnalazioni ricevute dall’Agenzia.
Nel 2025, nell’Area Vasta Centro, su un totale di 314 segnalazioni, la matrice più frequentemente segnalata è il rumore, con 85 casi, pari a circa il 27% del totale. Questo dato conferma come l’inquinamento acustico rappresenti una delle principali criticità percepite dai cittadini.
Seguono le maleodoranze, che complessivamente interessano almeno 64 segnalazioni (45 segnalazioni dedicate più quelle cd “plurimatrice” cioè associate ad altre matrici), e i rifiuti, presenti in almeno 46 casi. Significativo è anche il numero di segnalazioni relative all’amianto, con 29 casi specifici, ai quali si aggiungono ulteriori segnalazioni in cui l’amianto compare insieme ad altre problematiche ambientali (segnalazioni “plurimatrice”). Il dato conferma come la presenza di manufatti contenenti amianto continui a rappresentare un tema oggetto di attenzione da parte della popolazione.
Le emissioni in atmosfera costituiscono un altro ambito rilevante, con almeno 36 segnalazioni considerando sia i casi esclusivi, cd segnalazioni “monomatrice” (18) sia quelli associati a maleodoranze e altre matrici (cd segnalazioni multimatrice). L’elevata frequenza delle associazioni tra emissioni e odori molesti suggerisce che molti cittadini percepiscono tali fenomeni come strettamente correlati.
Un livello intermedio di attenzione riguarda gli scarichi idrici (22 segnalazioni) e i campi elettromagnetici (7 segnalazioni complessive tra casi singoli e associati), mentre risultano meno frequenti le segnalazioni relative a sostanze pericolose ( 6 ), radioattività (4) e impatto sulle acque superficiali (1)
30 segnalazioni contengono problematiche non facilmente classificabili nelle matrici standard.
Guardando, invece, al quadro che emerge nel triennio 2023-2025, vediamo che la matrice ambientale che viene maggiormente segnalata dai cittadini si conferma essere il rumore che ricorre in 247 segnalazioni complessive, circa il 30% del totale delle segnalazioni (2023: 100 segnalazioni 2024: 62 segnalazioni e 2025: 85 segnalazioni).
Tra le matrici che mostrano la crescita più marcata, nel triennio, in questa area emergono le maleodoranze (16 nel 2023, 27 nel 2024 e 45 nel 2025) in stretta correlazione con le emissioni in atmosfera (14 nel 2023,23 nel 2024 e18 nel 2025). Seguono l’amianto (12 segnalazioni nel 2023, 25 nel 2024 e 29 nel 2025) e i rifiuti (34 nel 2023, 32 nel 2024 e 40 nel 2025).
Le segnalazioni riguardanti gli scarichi idrici mostrano invece un andamento oscillante: 28 segnalazioni nel 2023, aumento nel 2024 (37) e flessione nel 2025 (22). Alcune matrici presentano livelli di segnalazione contenuti e sostanzialmente stabili: campi elettromagnetici 14, sostanze pericolose 14, radioattività 5, acque superficiali 1, balneazione 1 e bonifiche 2.
Tempi di risposta
Passando poi ai tempi medi di risposta alle segnalazioni dei cittadini vediamo che emergono alcune differenze tra le strutture dell’Area Centro. Nel complesso, il tempo medio di risposta in quest’area geografica si attesta intorno ai 32 giorni, dato che si riscontra sia nel 2025 che nel triennio analizzato.
Il Mugello si conferma la realtà più efficiente, con tempi medi costantemente inferiori rispetto a tutte le altre strutture. Dopo valori già contenuti, raggiunge un risultato particolarmente positivo nel 2025 (8 giorni). Questo andamento evidenzia una capacità di gestione delle segnalazioni particolarmente tempestiva.
Anche i dipartimenti di Pistoia e Prato mostrano performance positive e abbastanza stabili. Pistoia mantiene valori compresi tra 18 e 21 giorni in tutti i periodi del triennio analizzato, mentre Prato registra un progressivo miglioramento, stabilizzandosi nel 2025 intorno ai 22 giorni. Entrambe le strutture evidenziano una buona capacità organizzativa e nella risposta.
SAF Centro presenta risultati analoghi, con tempi medi che si attestano su 22 giorni.
Il Dipartimento di Empoli parte da un valore superiore ai 30 giorni standard (38 giorni) ma registra un miglioramento nel 2024 consolidato poi nel 2025, quando i tempi medi di risposta raggiungono i 20 giorni circa. Questo mostra che sono state introdotte azioni efficaci di recupero e ora il dipartimento ha buona capacità organizzata e di risposta.
Il Dipartimento di Firenze ha i tempi medi di risposta più lunghi all’interno dell’Area Centro perché è chiamato a gestire il numero di segnalazioni elevate, il più alto a livello regionale. Infatti, la solo area urbana di Firenze si attesta su 177 segnalazioni, seguita nell’area metropolitana fiorentina da Campi Bisenzio con 39 segnalazioni e Scandici e Sesto Fiorentino entrambe con 23. Superano le 10 segnalazioni anche Barberino-Tavarnelle (19), Pontassieve (18), Calenzano (17) e Fiesole (11). Gli altri comuni che ricadono nella competenza territoriale del dipartimento di Firenze annoverano un numero di segnalazioni inferiori a 10 segnalazioni.
Nel Mugello, solo Barberino (13) supera le 10 segnalazioni mentre nell’area di pertinenza del dipartimento di Empoli, unicamente la città di Empoli ne riceve un numero superiore (41). Nella zona ricadente nella competenza del dipartimento di Prato, la città capoluogo fa registrare 102 segnalazioni seguita da Montemurlo (17), tutti gli altri comuni sono sotto le dieci segnalazioni. Per quanto attiene a Pistoia, la città capoluogo registra 48 segnalazioni, seguita da Montecatini Terme con 16 e Agliana e Quarrata con 11. Tutti gli altri comuni si attestano al di sotto delle dieci unità.
Esiti
L’analisi degli esiti dei procedimenti attivati a seguito delle segnalazioni dei cittadini nell’Area Vasta Centro nel 2025 consente di comprendere il ruolo svolto dall’Agenzia nella gestione delle problematiche ambientali segnalate.
Nel 2025, su un totale di 314 segnalazioni, la casistica più frequente riguarda le situazioni in cui la segnalazione è stata inoltrata da ARPAT all’ente titolare della funzione amministrativa, con 127 procedimenti, pari a circa il 40,4% del totale. Questo dato evidenzia come una quota rilevante delle problematiche segnalate dai cittadini richieda l’intervento di soggetti diversi, in primo luogo il Comune da considerarsi, nella maggiore parte delle situazioni, come il responsabile del procedimento di controllo in grado, quindi, di attivarlo per poi chiedere l’intervento di altri enti, come ARPAT.
La seconda tipologia di conclusione è rappresentata dalle segnalazioni dichiarate non di competenza ARPAT, che ammontano a 89 casi (28,3% del totale). Questo risultato suggerisce una difficoltà dei cittadini nell’individuare l’amministrazione competente per la problematica segnalata e conferma la necessità di rafforzare gli strumenti informativi che illustrano quale sia il ruolo e la competenza dell’Agenzia rispetto ai più comuni problemi che i cittadini si trovano ad affrontare nella quotidianità.
Le segnalazioni che hanno invece attivato una attività di controllo ambientale sono 43, pari al 13,7% del totale. Si tratta delle situazioni nelle quali, sulla base delle informazioni ricevute e delle competenze attribuite all’Agenzia, è stato ritenuto necessario programmare verifiche, sopralluoghi o altre attività istruttorie. Sebbene numericamente inferiori rispetto agli altri esiti, queste rappresentano il nucleo delle segnalazioni che hanno generato un intervento. In 33 casi (10,5%) i procedimenti si sono conclusi utilizzando dati, informazioni o conoscenze già disponibili, senza la necessità di avviare ulteriori approfondimenti tecnici.
Più contenuto è il numero delle segnalazioni archiviate perché irrilevanti, manifestamente infondate o eccessivamente generiche, pari a 15 casi (4,8%). Le segnalazioni ritirate dall’esponente sono soltanto 5 (1,6%), mentre la categoria residuale “Altro” comprende 2 casi (0,6%), con un’incidenza trascurabile sul totale.
