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Radon: cosa fare


Quando è opportuno fare una misura

Prima di procedere con una misurazione, occorre esaminare in dettaglio il tipo di costruzione e controllare:

  • se ci sono pavimenti o pareti a diretto contatto con il terreno
  • se l’isolamento dal sottosuolo è scarso
  • se le mura sono di materiali come tufo o granito
  • se le pareti sono realizzate con pietre piccole e il materiale è sgretolato dal tempo

È comunque importante ricordare che normalmente la concentrazione del radon è più elevata al piano terreno. Tuttavia, se ci sono, ad esempio, scale interne che mettono in comunicazione tutti i piani o altre vie di comunicazione fra i piani, è anche possibile trovare la situazione inversa.

Come prevenire l’ingresso del radon negli edifici

Nei regolamenti edilizi delle aree con concentrazioni più elevate in futuro saranno inserite indicazioni per la costruzione degli edifici in modo da limitare l’ingresso del radon. I principali accorgimenti in fase di progettazione riguardano l’isolamento dal terreno, la possibilità di areare il vespaio o le cantine, la sigillatura delle vie di accesso del gas all’interno, rendendo impermeabili i solai, e l’isolamento di fessure e condutture. Anche la scelta dei materiali da costruzione a basso contenuto di radionuclidi naturali riduce i livelli di concentrazione, anche se i materiali non bastano da soli a determinare livelli molto elevati.

Cosa fare per ridurre la concentrazione di radon: alcune indicazioni generali

Per ridurre la concentrazione di radon in un edificio esistente - quando non è previsto un intervento complessivo di ristrutturazione - è possibile adottare tecniche di mitigazione, che consistono in semplici accorgimenti o interventi finalizzati a ridurre l’ingresso del radon nell’edificio e/o ad aumentare il ricambio dell’aria interna attraverso l’immissione di aria esterna.

Queste tecniche possono essere con sistemi alternativi, da scegliere in base alla concentrazione di radon rilevata, al fattore di riduzione che si vuole ottenere nonchè alla fattibilità tecnica ed economica. Prima di procedere alla scelta, è pertanto necessario acquisire informazioni sull'edifico, i materiali da costruzione, il suolo e l'attacco a terra (vespaio o platea), gli impianti di ventilazione o climatizzazione, le canalizzazioni, l'eventuale presenza di sistemi di drenaggio dell'acqua sotto l'edificio.

Innanzitutto occorre areare di più (aumentare i ricambi d’aria) gli ambienti: questa soluzione è molto semplice, ma non sempre utilizzabile in inverno; inoltre non consente di ridurre la concentrazione quando i livelli sono molto elevati.

La sigillatura delle vie di accesso del radon deve essere sempre realizzata, a prescindere dal tipo di intervento scelto, in quanto contribuisce a ridurre le infiltrazioni del gas all'interno.

Negli edifici dove è presente un vespaio, la soluzione più semplice è aumentare la ventilazione naturale del vespaio, e se ciò non è sufficiente, installare un sistema di ventilazione forzata.
Negli edifici con fondazione a platea, la tecnica più utilizzata è la depressurizzazione del suolo sotto l'edificio mediante l'installazione di un pozzetto radon sotto o vicino all'edificio, collegato ad un impianto di estrazione dell'aria.

Altre tecniche di mitigazione sono state impiegate meno frequentemente e l'efficacia valutata su una casistica limitata.

Nelle schede che seguono si forniscono in modo schematico le informazioni che consentono di scegliere, insieme al progettista,  l'intervento che meglio si adatta al caso specifico. Ogni scheda è corredata da un quadro sintetico nel quale sono riepilogate le caratteristiche salienti dell'intervento; le informazioni relative al costo dell'intervento e all'efficacia attesa sono state estratte da bibliografia nazionale ed internazionale e sono da ritenersi indicative.

A chi rivolgersi per misurare il radon nella propria abitazione o luogo di lavoro

In attesa del riconoscimento previsto dall’art. 10-ter, comma 4, DLgs 230/95 e s.m.i., per misurare la concentrazione di radon nella propria abitazione o nel luogo di lavoro è possibile rivolgersi a diversi enti pubblici (ad esempio altre ARPA, ENEA, ISPESL) e a ditte private, che effettuano tale servizio a pagamento, anche con la spedizione postale dei dosimetri e la fornitura di indicazioni per la loro collocazione e utilizzo.

Nella scelta del soggetto cui affidare le misure, è consigliabile verificare che le modalità di misura siano coerenti con i requisiti generali e tecnici riportati nella sezione Misura delle concentrazioni.

A chi rivolgersi per avere informazioni

  • Ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, che sono l’organo di prevenzione, promozione della salute e vigilanza sia in ambienti di vita che di lavoro. Rappresentano inoltre il primo reale punto di contatto con le istituzioni a cui i cittadini si rivolgono per avere delucidazioni su problemi inerenti la salute.
  • Ai Dipartimenti e all’Unità operativa “Radioattività e amianto” di ARPAT.
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