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Bioindicazione degli effetti dell'inquinamento tramite la biodiversità dei licheni epifiti

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Premessa

Il controllo dell'inquinamento atmosferico viene affidato, oltre che ad apparecchiature automatiche per la rilevazione su basi chimico-fisiche, a metodi biologici che prevedono l'utilizzo di organismi viventi come bioindicatori. Tra i biomonitor degli effetti dell'inquinamento atmosferico, i licheni epifiti occupano sicuramente il primo posto in assoluto: essi vengono impiegati sia come bioindicatori che come bioaccumulatori.

 

I licheni epifiti come bioindicatori

La metodologia per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico con i licheni epifiti (cioè che vivono su tronchi d'albero) è basata su una misura della biodiversità, ossia sull'abbondanza delle specie licheniche. I valori di biodiversità vengono interpretati in termini di allontanamento rispetto alla naturalità attesa. Tale allontanamento è causato dagli inquinanti (principalmente gas fitotossici: ossidi di zolfo e di azoto) che causano alle comunità licheniche una diminuzione nel numero di specie e una diminuzione della loro copertura/frequenza.
I licheni rispondono infatti con relativa velocità alla diminuzione della qualità dell'aria e possono ricolonizzare in pochi anni ambienti urbani e industriali qualora si verifichino dei miglioramenti delle condizioni ambientali, come evidenziato in molte parti d'Europa.
La misura della Bioversità Lichenica viene intesa come somma delle frequenze delle specie licheniche in un reticolo di rilevamento di dimensioni fisse.
Negli ultimi decenni sono stati proposti molti metodi che, utilizzando opportune scale di interpretazione, valutano attraverso i licheni la qualità dell'aria.
Gli studi basati sui licheni epifiti hanno trovato in Italia larga diffusione a partire dagli anni 80 e numerose sono le indagini realizzate finora.
Nel corso del 2000 è stato realizzato da ANPA e CTN-ACE un manuale che si propone di presentare una metodica riproducibile e oggettiva come strumento di valutazione della frequenza/copertura di specie licheniche su tronco d'albero. La metodologia presentata nel manuale cerca di eliminare gli elementi di soggettività esistenti nelle precedenti linee guida messe a punto in Italia e in Germania, attribuendo specifica attenzione alla selezione dei siti di campionamento, degli alberi su cui compiere il monitoraggio etc.
Per una più facile interpretazione dei dati, a ciascun valore di Biodiversità Lichenica è possibile associare il grado di deviazione da condizioni naturali tramite una scala; inoltre al fine di una migliore visualizzazione dei risultati può essere effettuata una elaborazione cartografica che mostri una suddivisione del territorio in esame in aree con biodiversità lichenica diverse: ad ogni classe di naturalità/alterazione viene associato un colore (vedi tabella).

Valore di BLS Giudizio Colore
Maggiore di 50 naturalità molto alta Blu
50-41 naturalità alta Verde scuro
40-31 naturalità media Verde chiaro
30-21 naturalità bassa
/alterazione bassa
Giallo
20-11 alterazione media Arancione
10-01 alterazione alta Rosso
0 alterazione molto alta Cremisi


La presente scala è tratta da "Linee guida per il biomonitoraggio con i licheni epifiti" (Nimis, 1999 in Atti del Workshop sulla qualità dell'aria); per i mappaggi effettuati precedentemente, la misura della somma delle frequenze licheniche veniva indicata  con lo IAP (Index of Atmosferic Puricity). Per tale motivo le mappe di qualità dell'aria presentate riportano valori di IAP (invece che di BL); inoltre, non essendo ancora stata definita la scala sopra riportata con intervalli di valori associati ad un colore ben preciso, le legende delle mappe indicano i valori di IAP ed i vari colori con cui essi sono stati rappresentati.

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