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Il catamarano Polaris

Il nuovo catamarano per la ricerca oceanografica di ARPAT – Polaris – è stato acquisito nel 2024 grazie ai fondi del Piano con i fondi del PNRR – PNC (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Piano Nazionale Complementare) e ha sostituito il battello Poseidon, in uso per le attività di monitoraggio marino costiero dell’Agenzia dal 1995.

Costruito appositamente per ARPAT  dal cantiere Ferrato di Chioggia, il catamarano – per le sue caratteristiche intrinseche – permette una navigazione più veloce ed efficiente rispetto a quella di un monoscafo. Polaris, è in lega di alluminio e ha una lunghezza di circa 16 metri: i due scafi sono dotati entrambi di doppie eliche che operano in contro-rotazione, caratteristica che permette di migliorare le prestazioni di navigazione, diminuendo i consumi e, in conseguenza il suo impatto ambientale. La carena a catamarano garantisce anche un’altissima stabilità trasversale, con notevole riduzione delle oscillazioni consentendo di svolgere in sicurezza rilievi batimetrici, campionamenti e tutte le altre attività in mare. Inoltre, è presente un sistema di posizionamento geostazionario che mantiene costante la posizione sul punto di campionamento, nonostante le correnti e il vento, senza dover intervenire manualmente sui comandi del catamarano.

L’imbarcazione è interamente climatizzata e consente l’alloggio confortevole a bordo di 4 persone, anche se gli spazi disponibili e le annotazioni di sicurezza presenti permettono di ospitarne fino a 12.

La plancia è disposta su un ponte superiore al piano dell’imbarcazione ed è corredata di strumentazioni e monitor sia per il controllo dei motori che per la navigazione. Inoltre, tramite una videocamera, dalla plancia stessa è possibile seguire le operazioni che si svolgono a poppa dell’imbarcazione. Nella controplancia sono presenti, inoltre, una gru e un tender dotato di motore fuoribordo.

La gestione armatoriale e la conduzione della Polaris è attualmente affidata ad una società esterna.

Le attività e le attrezzature a bordo

All’interno, verso la parte di poppa, è prevista una zona di lavoro per la registrazione dei parametri rilevati in campo e per la preparazione dei campioni, compresa, ad esempio, la filtrazione per le sostanze chimiche disciolte nell’acqua. I campioni sono conservati in apposito frigorifero di bordo, dotato anche di comparto freezer, e successivamente trasferiti nei vari laboratori ARPAT specializzati per le analisi richieste.

Il secondo verricello viene utilizzato per movimentare altra strumentazione, quale ad esempio la benna e il box-corer, il retino manta (per il campionamento superficiale delle microplastiche) e i retini per fitoplancton e zooplancton.

Dalla poppa è inoltre possibile calare strumentazione dedicata ai rilievi foto e video quale ad esempio la fotocamera filoguidata e il ROV.

Sul fianco destro è presente una piccola piattaforma estraibile dotata di scaletta per favorire e agevolare la discesa e la risalita degli operatori subacquei durante le attività di immersione previste dai piani di monitoraggio.

L’imbarcazione è dotata di strumentazione scientifica per poter effettuare rilevamenti e monitoraggi. Alcune attrezzature permettono il prelievo di acqua e materiale, come ad esempio le bottiglie di tipo Niskin per il prelievo di acqua e box corer e benna per la raccolta dei sedimenti sul fondo. Sono disponibili inoltre vari tipi di retini, fra cui il retino tipo “manta” per il campionamento delle microplastiche, oltre a sonde multiparamentriche, ROV e telecamera filoguidata per riprese subacquee.

 

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