Monitoraggio aerobiologico
L’aerobiologia è una scienza che si occupa, in modo complementare alle ricerche chimiche e fisiche, delle problematiche dell’inquinamento atmosferico. L’aria degli spazi confinati e degli spazi aperti contiene in sospensione un enorme numero di particelle di varia origine, forma e dimensione (pollini, spore fungine, licheni, alghe ecc.), che costituiscono l’aerosol atmosferico.
L’aerobiologia ha diversi campi di applicazione e il monitoraggio in continuo delle particelle aerodisperse non è limitato soltanto al campo della medicina – in particolare all’allergologia, con lo studio dei pollini e spore aerodiffuse – ma si estende anche ad altri settori quali l’agricoltura, la fitopatologia, la conservazione dei beni culturali nonchè lo studio della biodiversità, del clima e dell’inquinamento atmosferico.
ARPAT coordina la rete toscana di monitoraggio aerobiologico costituita da stazioni di campionamento collocate a Arezzo, Firenze, Grosseto e Siena (la stazione di Lucca-Lido di Camaiore è stata dismessa a fine febbraio 2025). Le stazioni – sulle quali si effettua effettua il campionamento in continuo durante tutto l’arco dell’anno – fanno parte della Rete nazionale Pollnet (ISPRA-ARPA-APPA).
I dati sono prodotti in conformità alle norme e in modo tale da garantire il riconoscimento delle famiglie e generi maggiormente allergizzanti e della spora fungina Alternaria per mettere a disposizione le informazioni di interesse per gli allergici.
Metodo di campionamento
Il metodo di campionamento utilizzato è quello volumetrico, basato sul fatto che il polline, una volta rilasciato dalla pianta, viene diffuso dalle correnti aeree e dai moti convettivi nell’atmosfera. A questo livello viene “catturato” da un apposito apparecchio denominato, appunto, Catturatore pollinico (quello utilizzato nelle nostre stazioni è tipo Hirst, modello VPPS 2000, Lanzoni, Bologna).
Lo strumento è costituito da una sorta di grosso cilindro cavo collegato con l’esterno solo da una piccola fessura che viene orientata continuamente a seconda della direzione del vento. Una pompa fa in modo che attraverso la fessura venga aspirato all’interno un volume noto d’aria (10 litri al minuto, controllato settimanalmente con un flussimetro applicato alla fessura) per 24 ore per 7 giorni. Quest’aria, e tutto ciò che in essa si trova disperso, impatta contro un nastro di materiale plastico trasparente cosparso di un sottile film di fluido al silicone che trattiene le particelle. Tale nastro è posto in corrispondenza alla fessura e fissato ad un tamburo rotante, che compie una rotazione completa in una settimana (il tamburo ruota alla velocità di 2mm/ora).
Al termine di questo periodo il nastro viene trasportato in laboratorio, separato dal suo supporto e tagliato con un bisturi in sette segmenti (uno per ogni giorno della settimana) posandolo su un apposito piano millimetrato (blocco di sezionamento). I segmenti di nastro così ottenuti vengono colorati con alcune gocce di fucsina glicerinata. Questa operazione si effettua a temperatura elevata (50°C circa) su una piastra termostatica per evitare il solidificarsi della fucsina e la formazione di bolle. Ogni vetrino ha un’etichetta sulla quale è riportato il giorno di campionamento corrispondente. La lettura del vetrino viene fatta al microscopio ottico a 400 ingrandimenti. Il conteggio è di tipo statistico, ovvero non si effettua su tutto il vetrino, ma su quattro linee orizzontali continue nel senso della lunghezza del nastro distribuite omogeneamente e scelte in modo da evitare i margini superiori ed inferiori solitamente più poveri di materiale.
