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Clima in Toscana: analisi e prospettive in vista del 2030

Temi ambientali: Cambiamento climatico
Tag: Clima
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Intervista a Bernardo Gozzini

Intervista a Bernardo Gozzini, Amministrazione unico del Consorzio LaMMA (Laboratorio per il Monitoraggio e la Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile) sui report Copernicus, anomalie termiche e scenari futuri per la Toscana.

Cosa raccontano i dati climatici di Copernicus, il servizio di osservazione della Terra dell’Unione europea dell’ultimo triennio in Toscana?

L’ultimo report di Copernicus sul clima mondiale ha evidenziato che il 2025 è il terzo anno più caldo con uno scarto minimo rispetto al secondo. La classifica vede al primo posto il 2024 con una anomalia rispetto al periodo preindustriale (1850-1900) di + 1,6 °C, al secondo posto il 2023 con +1,47 °C ed al terzo posto il 2025 con +1,46 °C. La caratteristica da sottolineare è la media globale degli ultimi tre anni che supera per la prima volta la soglia critica di +1,5 °C come venne definita nel 2015 alla COP di Parigi. In quella COP venne valutato che la soglia di +1,5 C° doveva essere calcolata come media su almeno 10 anni, Copernicus stima che questo dato ad oggi la potremmo superare nel marzo 2029, siamo quindi decisamente vicini. Sta per essere pubblicato il report dell’’European State of the climate” relativo ai dati del 2025 dove potremo avere un quadro più dettagliato della situazione europea.

Come si colloca la Toscana rispetto ai dati delle medie nazionali?

In Italia il 2025 è stato il quarto anno più caldo dal 1800 ad oggi, con una anomalia di circa + 1 °C ed anche per la Toscana è stato il quarto con un’anomalia di +1,1 °C rispetto al trentennio 1991-2020, confermando che la Toscana tende ad avere anomalie di temperatura in linea o di poco superiori con la media nazionale italiana. Bisogna ricordare che in Toscana, negli ultimi quattro anni è stata sempre superata la media annuale di 16° (record 2024 con 16,38 °C), il 2025 ha chiuso con 16,15 °C, con uno scostamento superiore a 1 °C rispetto alla temperatura media climatologica calcolata sul trentennio 1991-2020, confermando la tendenza ad un progressivo ed inesorabile aumento delle temperature. Il mese che ha registrato il massimo scostamento dalle medie è stato giugno con +3,3 °C e quello più freddo ottobre con una anomalia negativa di -0,4 °C. Abbiamo avuto un surplus di piogge pari ad + 20% su tutta la Toscana, nelle aree settentrionali del territorio regionale è stato un anno fra i più piovosi facendo registrare per esempio a Massa per tutto il 2025, 2.116 mm di pioggia ovvero 905 mm in più di quanto normalmente piove in quella zona. I mesi che hanno registrato il maggior accumulo di precipitazioni sono stati febbraio, marzo, agosto e luglio.

Preme sottolineare che le statistiche relative all’Italia erano realizzate dai colleghi dell’Istituto ISAC – CNR di Bologna, i dati di ISAC-CNR non sono al momento disponibili per la situazione delle Agenzie governative americane che, soprattutto per quelle che si occupano di clima, hanno avuto una drastica riduzione dei fondi da parte del governo di Trump.

Quali anomalie significative ha presentato l’anno 2025? E dall’analisi dei dati quale scenario possiamo disegnare in vista del 2030 in Toscana?

Anche nel 2025 le ondate di calore hanno caratterizzato la nostra estate soprattutto a giugno ed una particolarmente lunga ad agosto con un aumento del disagio per la popolazione e del rischio di stress termico per gli ecosistemi ai quali si aggiungono una maggiore pressione sulle risorse idriche stagionali e sulla salute pubblica. La tendenza per il futuro indica estati sempre più calde e lunghe, inverni più miti, piogge irregolari con fenomeni sempre più intensi.

Uno scenario per il 2030 potrebbe essere caratterizzato da un inverno con meno giorni nevosi, una primavera che sarà sempre più precoce con un anticipo delle fioriture ed il conseguente rischio di gelate tardive rendendo le colture più vulnerabili. D’estate un aumento delle ondate di calore che saranno più lunghe e intense, con un aumento consistente delle giornate con temperature massime superiori a 35 °C. Settembre sarà sempre più un mese estivo, dovremo aspettarci un aumento dei fenomeni intensi e potenzialmente pericolosi, un dicembre sempre più autunnale e gli episodi freddi con neve a bassa quota saranno sempre più sporadici.

Nell’ultimo triennio in che misura il Mar Mediterraneo, riconosciuto dalla comunità scientifica come uno dei principali hotspot climatici a livello globale, si sta riscaldando e con quali conseguenze?

Gli oceani hanno un ruolo fondamentale per la vita del nostro pianeta, in quanto assorbono il 90% del calore in eccesso e circa un quarto delle emissioni antropogeniche di anidride carbonica ma si stanno riscaldando con la conseguenza di ridurre queste capacità.

La figura mostra le anomalie delle temperature superficiali degli oceani nel 2025 dove si può osservare che a parte la presenza della Nina nel Pacifico, il resto degli oceani mostra temperature decisamente superiori alla media con dei record in alcuni punti.

Anche il bacino del Mediterraneo si sta scaldando, è stato visto che tra il 1985 e il 1989 si è osservato un riscaldamento di 0,06 °C per decennio, mentre dal 2019 al 2023 la temperatura della superficie del mare è aumentata di 0,27 °C per decennio. Ciò suggerisce che le temperature della superficie del mare stanno aumentando 4,5 volte più velocemente dal 2019 rispetto alla fine degli anni ’80. Lo studio ha calcolato la temperatura media mensile globale della superficie del mare utilizzando i dati satellitari e le rianalisi del Copernicus Marine Service. Sempre secondo questi dati negli ultimi tre anni (2023–2025) il Mar Mediterraneo si è riscaldato in modo molto marcato e si sono registrati valori superiori anche di 5 gradi rispetto alle temperature che normalmente dovrebbero registrarsi.

Il 2024 è stato uno degli anni più caldi di sempre per la temperatura superficiale media del mare, con valori della Sea Surface Temperature, di seguito SST (Temperatura Superficiale Marina) tra i più alti mai registrati nel Mediterraneo.

Il mese di giugno 2025 ha registrato la temperatura media del Mediterraneo più alta mai osservata per questo mese, con circa 23,86 °C di media superficiale e ondate di calore marine, le cosiddette marine heatwave che hanno interessato oltre il 60 % del bacino in condizioni di caldo estremo. Le ondate di calore marine si verificano con sempre maggior frequenza e si presentano particolarmente lunghe ed intense.

Il Mediterraneo è un mare quasi chiuso con scambi limitati con gli oceani, scambia calore con l’atmosfera in modo molto diretto, risente rapidamente delle condizioni climatiche globali, questa combinazione lo porta a riscaldarsi 2–3 volte più velocemente della media globale degli oceani.

L’aumento della SST favorisce una vera e propria “tropicalizzazione” del Mediterraneo: specie tipiche dei climi caldi avanzano verso nord, alterando catene alimentari e habitat. Aumenta la mortalità delle specie autoctone e cresce l’ingresso dal canale di Suez di specie tropicali o invasive, che trovano ambienti più caldi e favorevoli.

Inoltre, un mare più caldo significa maggiore evaporazione, maggiore umidità ed energia in atmosfera che si traduce in eventi estremi di pioggia di particolare intensità con un forte impatto sulla popolazione e sul territorio

Dai dati a disposizione, quali segnali possiamo ricavare per le previsioni primaverili?

Le previsioni stagionali presentano ancora livelli di incertezza abbastanza alti, in ogni caso i segnali attuali sembrano indicare fine febbraio primi di marzo caratterizzato da un’aumento della pressione con condizioni stabili solo dopo il 5 marzo sembra instaurarsi  un flusso atlantico che convoglierà aria molto umida e a tratti mite sull’Europa centro meridionale, con frequenti perturbazioni che andranno ad interessare anche la nostra penisola quindi sarà più piovoso del normale e con temperature leggermente superiori alla norma (anomalia confinata entro il grado), con valori anche ben oltre la norma per quanto riguarda le minime.

Per la seconda parte di marzo e aprile è piuttosto complicato elaborare una previsione per la scarsità di indici climatici o teleconnessioni sufficientemente robuste, pertanto al momento la tendenza si basa essenzialmente sullo scenario prevalente fornito dai principali centri internazionali, in virtù dei quali le temperature sembrano risultare leggermente sopra la norma e le precipitazioni più prossime alla media.