ARPAT: attività di indagine straordinaria nella zona di Antraccoli (Lucca)
L’Agenzia ha messo a punto uno specifico metodo analitico per comprendere quanto segnalato da alcuni cittadini
L’Agenzia ha effettuato una serie di campionamenti delle acque di falda e approfondimenti analitici, in collaborazione con i laboratori ARPAT di Livorno e Siena. Le analisi hanno consentito di attribuire l’origine dell’odore alla presenza di tetraidrotiofene, composto solforato comunemente utilizzato per l’odorizzazione del gas metano. Per individuare la sostanza è stato necessario sviluppare uno specifico metodo analitico, messo a punto da ARPAT, poiché il contaminante non rientra tra quelli previsti dalla normativa vigente sulle acque sotterranee.
A metà febbraio 2026 i risultati delle indagini sono stati trasmessi al Comune di Lucca e alla ASL competente, che hanno adottato i provvedimenti di propria competenza, tra cui l’ordinanza di divieto di utilizzo delle acque dei pozzi interessati e l’attivazione del rifornimento idrico tramite autobotti.
ARPAT prosegue attualmente le indagini per accertare le cause e i possibili meccanismi di contaminazione, nonché eventuali responsabilità, al fine di orientare le successive azioni di messa in sicurezza e bonifica.
L’Agenzia partecipa inoltre al tavolo tecnico istituito dal Comune di Lucca, insieme ad ASL, GEAL, GESAM e rappresentanti dei cittadini, per il monitoraggio continuo della situazione e la definizione delle misure necessarie alla gestione dell’emergenza. La prima riunione si è svolta nella mattinata di venerdì 27 febbraio 2026.
Foto di Silvan Schuppisser su Unsplash
