Allergie in aumento: il legame tra ambiente, clima e salute
Intervista al dr. Lorenzo Cecchi, che lavora nel reparto di Allergologia e Immunologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio della USL Toscana Centro. Past President dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri – AAIITO
Con il dr Lorenzo Cecchi abbiamo parlato di aerobiologia, pollini, trend delle malattie allergiche, impatto del cambiamento climatico perché, in un’ottica planetary health, questo tema fa comprendere in modo immediato la stretta correlazione tra la salute umana e quella ambientale.
Le persone allergiche stanno aumentando?
Il trend delle malattie allergiche è in aumento ormai da diversi anni, 30-40, in tutti i paesi del mondo, in particolare in quelli occidentali. Di rinite allergica soffre circa il 30% della popolazione europea mentre gli asmatici si attestano al 10%. Si parla di numeri molto importanti.
Le malattie allergiche e quelle che chiamiamo immunomediate (allergie, malattie autoimmuni, diabete di tipo I e altre) sono in aumento a causa dei cambiamenti ambientali, fra i quali l’inquinamento, che può essere, al tempo stesso, una delle causa dell’insorgenza della malattia oppure può determinare un peggioramento della stessa.
Per comprendere come l’ambiente inquinato può essere la causa di molte malattie dobbiamo fare riferimento alla cosiddetta ipotesi della barriera epiteliale. Le barriere epiteliali (gastro-intestinali, della pelle o delle vie respiratorie) ci mettono in contatto con l’ambiente e possono essere danneggiate da inquinanti e sostanze introdotte dall’uomo e dispersi in natura.
Le barriere cutanea, respiratoria e gastrointestinale, quando risultano danneggiate, rispondono in modo alterato agli stimoli ambientali favorendo l’infiammazione che è alla base di malattie respiratorie come l’asma o la rinite, la dermatite atopica e altre patologie immunologiche.
Quando, invece, la malattia è presente, gli stimoli ambientali possono aggravarla come nel caso dei pollini o degli acari che sono in grado di aumentare i sintomi della patologia.
Quali sono gli effetti del cambiamento climatico?
I cambiamenti climatici, in particolare il global warming, fanno aumentare la lunghezza della fioritura di molte piante e la “potenza” allergenica dei pollini. Oltre a questo, i cambiamenti del clima, insieme all’agricoltura, sono responsabili anche dello spostamento degli areali di distribuzione di alcune piante allergeniche verso Nord, in zone dove non erano presenti pollini e allergie tipiche delle nostre zone.
Quali consigli possono dare a chi soffre di allergia?
I cambiamenti in atto necessitano di essere affrontati sia con misure di adattamento che di mitigazione.
Per quanto riguarda le prime, il consiglio è quello di fare prevenzione primaria, aumentando il contatto con la natura. Un progetto finlandese mostra che incentivare, fin dalla prima infanzia, il contatto con il suolo, ad esempio mettendo le mani nella terra, rafforza il microbiota aumentandone la biodiversità, perché così il sistema immunitario entra in contatto con i batteri presenti nel suolo. Rafforzando il sistema immunitario si ottiene anche una riduzione delle allergie e, più in generale, delle malattie immunomediate.
Chi invece ha già sviluppato una malattia allergica respiratoria può lavorare fino ad un certo punto su questi aspetti, deve, piuttosto, prevenire l’esposizione anche attraverso la conoscenza della natura senza averne paura. In particolare, chi soffre di allergie deve conoscere i pollini a cui è allergico ed essere in grado di correlare l’inizio dei sintomi con i dati verificati, contenuti nel bollettino dei pollini, in modo da iniziare tempestivamente la terapia.
Per questo si consiglia ai pazienti di scaricare l’APP di ARPAT o consultare nel sito dell’Agenzia il bollettino settimanale dei pollini.
Per quanto riguarda le misure di mitigazione, il discorso è più complesso; bisogna partire dalla cultura della protezione dell’ambiente che è fondamentale per la tutela della salute, per questo è necessario coinvolgere tutti i livelli istituzionali nazionali e regionali e sensibilizzare la popolazione. Imparare a conoscere la natura, attraverso un’attenta osservazione, aiuta a recuperare un rapporto armonico con la stessa, da cui dipende il nostro benessere.
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