ARPAT si dota di nuovi droni da integrare nelle attività di monitoraggio e controllo
Molte le opportunità offerte da queste tecnologie per migliorare la qualità dei dati e l’efficacia delle verifiche ambientali

Grazie ai droni è oggi possibile acquisire immagini e dati ad altissima risoluzione e costruire modelli digitali del terreno con precisioni dell’ordine di pochi centimetri. Questo permette di confrontare nel tempo lo stato dei luoghi, analizzare le trasformazioni del territorio e supportare in modo più efficace le attività di controllo.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di operare in sicurezza anche in aree difficilmente accessibili o potenzialmente pericolose, riducendo i rischi per il personale e migliorando allo stesso tempo la qualità delle informazioni raccolte.
Le prime sperimentazioni dell’Agenzia risalgono al Progetto Speciale Cave, che ha consentito di sviluppare metodologie di rilievo aerofotogrammetrico e modelli tridimensionali del territorio utili per monitorare l’evoluzione delle aree estrattive e verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali.
L’acquisizione e il successivo utilizzo di un sistema LiDAR (tecnologia di telerilevamento che utilizza impulsi laser) terrestre nel supporto alle attività di controllo, oltre a dimostrarsi un valido ausilio al monitoraggio geomorfologico, ha evidenziato la necessità di ampliare la dotazione strumentale in possesso dell’Agenzia per poter rispondere alle crescenti esigenze provenienti dalle strutture territoriali. Ne è un esempio l’utilizzo combinato di droni e sensori LiDAR per il monitoraggio del fiume Santerno in seguito all’emergenza causata da una frana che ha interessato una discarica di rifiuti, svolto insieme ad ARPA Emilia-Romagna.
L’utilizzo dei droni rappresenta quindi una delle frontiere più promettenti dell’innovazione nelle attività di monitoraggio ambientale e un supporto sempre più importante per le agenzie che operano nella tutela del territorio, come evidenziato dalle attività di raccordo tra i gruppi di piloti del Sistema nazionale di protezione ambientale organizzate da ISPRA, tra cui l’incontro di Firenze del 13-15 maggio 2024. Tale attività ha tra l’altro portato alla redazione delle linee guida nazionali sull’utilizzo dei droni nelle attività del Sistema Nazionale.
L’Agenzia si è quindi da poco dotata di una flotta di otto droni (4 droni consumer DJI Mini 5 Pro, 3 droni DJI Matrice 4T con camera termica e un drone DJI Matrice 400 con sensore LIDAR L3 e sensore iperspettrale), che saranno utilizzati sia a supporto delle attività di controllo e monitoraggio ambientale che all’interno del Progetto Interreg Marittimo “EPIC un marE PrIvo di plastiCa”, di cui ARPAT è capofila.
Nei prossimi giorni l’Agenzia avvierà percorsi di formazione teorica e pratica per la certificazione dei nuovi piloti secondo la normativa vigente: le future squadre di piloti saranno impiegate in attività pilota e nel Progetto EPIC. Di pari passo procederà la creazione del sistema integrato di gestione della flotta e delle attività.
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- Monitoraggio delle cave: utilizzo integrato di dati e servizi Copernicus e da drone
- 2D/3D SOIL CONSUMPTION TRACKING IN A MARBLE QUARRY DISTRICT
- From Remote Sensing to Decision Support System for Industrial Quarry Basins
- Airborne and Spaceborne Remote Sensing Data Integration for 3D Monitoring of Complex Quarry Environments
- Caratterizzazione e monitoraggio degli ambienti di cava: le attività di ARPAT nel bacino apuano
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