Come andrà la stagione pollinica quest’anno? Cosa fare per difendersi dagli effetti dei pollini? A queste ed altre domande risponde Nadia Iacobelli, Responsabile U.O. Biologia del Laboratorio ARPAT di Area Vasta Centro
I dati raccolti dalla Rete vengono utilizzati anche per la compilazione del bollettino settimanale dei pollini e delle spore fungine aerodisperse di interesse allergologico con i dati di tutte le stazioni di monitoraggio, e per la pubblicazione dei calendari pollinici annuali e pluriennali della Toscana, con l’andamento della concentrazione dei pollini allergenici durante l’anno.
Con l’avvio della stagione primaverile, abbiamo deciso di porre qualche domanda a Nadia Iacobelli, Responsabile U.O. Biologia del Laboratorio ARPAT di Area Vasta Centro.
Quale sarà quest’anno l’impatto dei pollini sulle persone e soprattutto sugli allergici?
Si può ragionevolmente supporre che l’impatto dei pollini sulla popolazione, in particolare quella allergica, tenda ad aumentare perché, a causa dell’aumento delle temperature, si allunga il periodo della stagione dei pollini e la loro comparsa si manifesta con anticipo rispetto agli anni precedenti, con conseguente aumentata produzione di pollini: questo implica sintomi più persistenti e severi. Tutto ciò è peggiorato dall’inquinamento atmosferico, in quanto è in grado sia di aumentare l’allergenicità dei pollini (e quindi la capacità di alcune proteine polliniche di scatenare reazioni immunitarie nelle vie respiratorie e nelle mucose, con conseguenti riniti, congiuntiviti e asma) sia di irritare le vie respiratorie che diventano più sensibili agli allergeni. Anche il cambiamento climatico ha un effetto sull’andamento dei pollini: il marcato aumento, infatti, delle temperature fa sì che le piante riescano a produrre più polline e i periodi in cui si riscontrano i vari pollini tendono a sovrapporsi, con conseguente aumento della durata dei sintomi. Le malattie respiratorie più diffuse sono rappresentate dalle allergie ai pollini: in Italia ne soffrono circa 9 milioni di persone, tanto che circa il 20-30% degli Italiani soffrono di riniti allergiche. Le categorie più vulnerabili sono: soggetti con allergie multiple, bambini asmatici, anziani con malattie respiratorie, persone che vivono in centri urbani molto inquinati.
Quali sono le piante che danno più problemi agli allergici? Dove le troviamo (giardini pubblici, parchi, o altro)?
Le specie arboree che producono pollini a dispersione aerea rilevanti ai fini allergici e molto diffuse in Toscana sono:
- cipresso, presente lungo i viali alberati, giardini, cimiteri, colline e zone costiere;
- graminacee, presenti nei campi agricoli, prati, parchi e giardini, bordi delle strade;
- oleaceae (olivo), presenti in uliveti, giardini ornamentali, hanno una fioritura breve ed intensa.
La parietaria è abbastanza rappresentativa in Toscana, trovandosi nei muri, centri storici, terreni incolti. Altre specie che danno problemi agli allergici che sono presenti in Toscana anche se poco rappresentative sono la betulla, che si trova nei parchi cittadini, nei giardini ornamentali, nei boschi di montagna, e l’ambrosia che si trova in terreni abbandonati, cantieri, bordi stradali.
Quale e quando è il periodo più critico per l’impatto dei pollini sulle persone?
Ogni specie ha un periodo in cui è presente (stagione pollinica), all’interno del quale vi possono essere valori di concentrazioni elevate; in Toscana i periodi critici possono essere riassunti con i seguenti:
- cipresso: gennaio -maggio
- graminacee: marzo- ottobre con picco tra maggio e giugno
- oleaceae (olivo): maggio- luglio
- parietaria: marzo-ottobre
- betulla: marzo- aprile
- ambrosia: agosto- settembre
Nel quotidiano cosa è possibile fare per difendersi dagli effetti dei pollini?
Sarebbe opportuno evitare attività all’aperto nelle giornate con livelli di polline alti e non aprire le finestre nelle ore critiche (controllare i bollettini pollinici). Lavarsi e cambiare i vestiti dopo essere stati all’aperto. Usare antistaminici, spray nasali e, nei casi più gravi, somministrare il vaccino antiallergico.
Cosa possono fare invece le amministrazioni locali per contenere questo tipo di problemi?
Le amministrazioni locali possono agire su più fronti, intervenendo su
- controllo delle piante infestanti allergeniche con sfalci programmati prima della fioritura ed eradicazione delle specie invasive;
- gestione del verde urbano (urban planting allergen-aware) mirata a scegliere le piante in modo da evitare, o quantomeno limitare, le specie altamente allergeniche come quelle già citate; preferire specie entomofile (cioè impollinate da insetti) che rilasciano meno polline nell’aria; usare varietà femminili di alcune specie dioiche (che producono meno polline);
- riduzione dell’inquinamento atmosferico (che, come già detto, può aumentare l’effetto allergenico dei pollini) diminuendo il traffico urbano;
- monitoraggio dei pollini e pubblicazione dei calendari pollinici locali e segnalazione alla popolazione dei periodi di alta concentrazione pollinica, in modo da facilitare i soggetti allergici a prevenire i sintomi;
- informazione ai cittadini su come prevenire e gestire le allergie e organizzare programmi di screening.
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