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I licheni come bioaccumulatori

Temi ambientali: Emissioni Qualità dell'aria
Tag: PM 10, PM 2.5

I licheni hanno la capacità di assorbire e accumulare i contaminanti presenti nell’atmosfera; sfruttando questa loro proprietà è possibile studiare il bioaccumulo di varie sostanze (metalli pesanti, idrocarburi clorurati, radionuclidi ecc.) all’interno dei talli lichenici per studiarne la concentrazione, il grado di diffusione e per studiare le sorgenti di inquinamento.

immagine di tallo di Parmela Caperata

foto da Wirth V. – Die Flechten

Metodologia

La metodologia si basa sulla raccolta di talli lichenici appartenenti alla stessa specie e sulla determinazione delle sostanze in esame attraverso le tecniche della gascromatografia, spettrofotometria, ecc. Viene normalmente impiegata la porzione esterna del tallo di un lichene folioso, Parmelia caperata. I campioni, dopo esser stati raccolti vengono essiccati, ripuliti, polverizzati, omogeneizzati e sottoposti a spettofotometria ad assorbimento atomico per determinare le concentrazioni dei vari metalli pesanti: Cadmio, Cromo, Rame, Nichel, Piombo e Zinco. Successivamente le concentrazioni dei vari metalli pesanti sono elaborate attraverso programmi di cartografia computerizzata al fine di ottenere la visualizzazione di zone a diversa concentrazione del metallo considerato.

 

Esempio di bioaccumulo dei metalli pesanti

la discarica del Cassero (PT)

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