Vai al contenuto

Incendio Delca Vicopisano, impatto sull’abitato della città di Pisa

Temi ambientali: Emergenze ambientali
Pubblicato il:

Aggiornamento 11 giugno 2026

Con riferimento alle maleodoranze, ARPAT informa che è normale che parte della popolazione di Pisa percepisca odori sgradevoli, pure essendo l’abitato piuttosto distante dal luogo dell’evento (l’Ospedale di Cisanello è a circa 8 km a Nord-Ovest, mentre Piazza dei Cavalieri è a poco meno di 12 km a Nord-Ovest).

Infatti, l’analisi anemologica riferita ai giorni 8 e 9 giugno 2026 evidenzia un tipico regime di brezza, con venti “di terra” (da Est verso Ovest) nelle ore notturne, e venti di “mare” (da Ovest verso Est) nelle ore diurne.

La figura mostra l’andamento cronologico del vento rilevato presso la stazione “Bocca d’Arno” facente parte della rete osservativa della Regione Toscana, dalle 0:00 ora solare del 8/6/2026 alle 13:00 ora solare del 9/6/2026: il tracciato arancione corrisponde alla direzione di provenienza del vento. Come si può facilmente notare, si tratta di un andamento nel tempo regolare e ricorsivo: dai quadranti orientali (90-130 °N) nelle ore notturne fino alle ore 9:00 solari (10:00 legali), dai quadranti occidentali (220-280 °N) tra le ore 9:00 e le ore 22:00 solari (10:00-23:00 legali).

Le ragioni di questo andamento tipico sono da attribuire sia alla condizione di alta pressione a livello sinottico che grava sulla Toscana sia alla morfologia e orografia dell’area, caratterizzata dall’interfaccia terra-mare e dall’orientamento Est-Ovest della valle del Fiume Arno.

Perciò nelle ore notturne e fino alle prime ore della mattina la città di Pisa si è trovata “sottovento” rispetto al luogo dell’evento. In quelle ore la velocità del vento è risultata debole (al massimo circa 3 m/s, ovvero circa 11 km/h. Stante la distanza di Pisa dal luogo dell’evento, ciò è sufficiente affinché le sostanze emesse nel corso dell’incendio entro un’ora o poco meno abbiano raggiunto l’abitato. A maggior ragione in questo caso alla luce della notevole stazionarietà della direzione di provenienza del vento.

Tale condizione meteorologica si è ripresentata nelle ore e giorni successivi con le medesime caratteristiche (9, 10 e 11/6/2026).

L’impatto più rilevante in realtà è correlato con la deposizione al suolo delle sostanze sprigionate nel corso di eventi di questo genere, che usualmente si addensa entro distanze non elevate giacché quelle più tossiche (in particolare: diossine) si fissano prevalentemente sul particolato, che, per gravità, ricade per lo più entro 1 km dal luogo dell’evento.