Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie 2025 Intervista Bindi

Dove Siamo

 

Clima estremo e agricoltura: impatti e pratiche di mitigazione

19/12/2025 11:00

Intervista a Marco Bini, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI)

Clima estremo e agricoltura: impatti e pratiche di mitigazione

Marco Bini, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee-UNIFI

Aumento delle temperature, precipitazioni irregolari ed eventi meteorologici estremi pongono sfide formidabili al comparto agricolo di tutto il mondo. I cambiamenti nei modelli di parassiti, la scarsità d’acqua e le minacce al bestiame aumentano la complessità. Il cambiamento climatico sta ridisegnando l'agricoltura anche in Toscana con effetti sempre più evidenti, tra eventi estremi, squilibri idrici e temperature in ascesa.

Abbiamo rivolto alcune domande al prof. Marco Bini, ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee all’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) per esplorare gli impatti su rese, qualità e stagionalità, ma anche per conoscere le strategie pratiche, dalla selezione varietale all'innovazione tecnologica.

Quali sono i principali effetti che i cambiamenti climatici hanno avuto finora sull’agricoltura, in particolare in Toscana? Come stanno cambiando le stagioni di semina e raccolta rispetto a qualche anno fa?

In Toscana, i cambiamenti climatici si manifestano attraverso un mix di fenomeni estremi che colpiscono duramente le coltivazioni. Grandinate, nubifragi, trombe d'aria e alluvioni sono in netto aumento, in annate critiche, le perdite di raccolto possono raggiungere il 40% per alcune colture. A titolo di esempio, ricordo i fenomeni alluvionali e le grandinate su frumento in Maremma e Val d’Orcia; i nubifragi estivi su colture orticole nel grossetano, le piogge prolungate o gli eccessi termici olivicoltura nelle provincie di Firenze e Siena. Parallelamente, nonostante piogge intense e concentrate, i periodi di siccità prolungata riducono drasticamente la disponibilità idrica, con conseguente stress idrico. Inoltre, l’aumento delle temperature amplifica la suscettibilità delle colture agli attacchi di parassiti e malattie.
Quanto alla stagionalità, l'aumento delle temperature, in particolare in primavera, provoca un anticipo vegetativo e della maturazione delle colture arboree e dei seminativi (es. anticipi di 10-15 giorni nella maturazione). Ad esempio, grano, orzo, pomodoro e uva raggiungono la raccolta prima, alterando i calendari tradizionali.

Quali colture risultano più vulnerabili alle variazioni climatiche nella nostra regione?
In Toscana le colture maggiormente vulnerabili alle alterazioni climatiche sono:

  • olivo per stress idrico e scarsa allegagione (fase agronomica cruciale in cui i fiori fecondati si trasformano in frutti iniziali), che incide sulla qualità dell'olio, con annate più altalenanti del solito,
  • vite per anticipo della maturazione, aumento del grado alcolico, ed attacco da parte di nuovi patogeni,
  • grano a causa della vulnerabilità alla siccità primaverile,
  • colture frutticole a causa di una peggiore fioritura che può risultare compromessa dalla mancanza di freddo invernale, o per esposizione a gelate tardive,
  • ortaggi che subiscono danni fisici diretti da nubifragi e piogge intense.

Quali pratiche agronomiche consigliate per mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici?
Le principali pratiche agronomiche consigliabili sono:

  • copertura del suolo (inerbimento): migliora la ritenzione idrica, riduce l'erosione del suolo dovuta a piogge intense,
  • rotazione e consociazione delle colture: per mantenere la fertilità, ottimizzare l'uso dell'acqua e interrompere i cicli di parassiti.

Ci sono varietà di piante più resistenti al clima che potrebbero sostituire quelle tradizionali in Toscana?
Sì, in Toscana si stanno selezionando varietà più resilienti per adattarsi al clima mutevole, quali ad esempio:

  • olivicoltura: impiego di cultivar autoctone toscane come il leccino che ha buona tolleranza alle avversità climatiche e ad alcune patologie, come la Xylella (patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti che si nutrono di linfa xylematica),
  • viticoltura: cloni a maturazione tardiva per evitare il picco di calore estivo che porta a squilibri nel rapporto zuccheri/acidità, vitigni resistenti alle principali malattie fungine (peronospora e oidio),
  • seminativi: selezione di varietà/popolazioni di cereali (frumento, sorgo, miglio) che hanno minore variabilità delle rese, che richiedono un ridotto apporto idrico).

Come si può migliorare la gestione delle risorse idriche in agricoltura per far fronte alla siccità crescente?
Ci sono alcune tecniche ormai consolidate tra cui:

  • micro-irrigazione di precisione: che riducono le perdite per evaporazione e ruscellamento, con un risparmio idrico stimato fino al 30-40%,
  • raccolta e stoccaggio dell'acqua: costruzione e ripristino di piccoli invasi collinari e bacini per la raccolta delle acque piovane e di ruscellamento, fondamentali per l'irrigazione di soccorso estiva,
  • integrazione del riciclo: che si sostanzia nel valutare il riciclo delle acque reflue (civili e agricole) per l'irrigazione, massimizzando l'uso delle risorse idriche disponibili.

Quale ruolo possono avere le tecnologie innovative, come l’agricoltura di precisione o i sistemi di monitoraggio climatico?
Le tecnologie innovative svolgono un ruolo significativo per l’agricoltura sia in termini di prevenzione sia di precisione, tra queste risultano:

  • sistemi di monitoraggio climatico e allerta: per prevedere l'insorgenza di patologie (es. la mosca olearia o la peronospora) e di eventi estremi (gelate tardive, grandine), consentendo azioni preventive tempestive,
  • agricoltura di precisione: sfruttamento dei dati provenienti da sensori (nel suolo o sulla pianta), droni e satelliti (mappe di vigore) per applicazione a tasso variabile (acqua, fertilizzanti o fitofarmaci solo dove e quando necessario).
Azioni sul documento
Strumenti personali