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Il controllo delle acque di balneazione - Stagione 2018

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I dati relativi alla stagione balneare 2018

Anno di pubblicazione: 2019

A cura di: ARPAT - Settore Indirizzo Tecnico delle Attività

In collaborazione con:

Pagine: 63

Prezzo:

Gli esiti del monitoraggio effettuato da ARPAT a tutela della salute dei bagnanti in Toscana

La stagione balneare 2018 è stata caratterizzata, come sempre, da un elevata qualità delle acque, ma i casi di non conformità sono stati in netto aumento rispetto agli ultimi anni: ben 51 campioni totali non hanno rispettato i limiti (2.9% sul totale di quelli prelevati), più del doppio di quelli del biennio precedente (22 nel 2016 e 19 nel 2017).
Questo aumento si osserva anche nel numero delle aree interessate da contaminazione (29 contro 16-17) e nei km di costa (32 km contro 14-15 km) e nei casi di inquinamento con concentrazioni microbiche particolarmente elevate (valori superiori al doppio dei limiti normativi: EC >1'000 MPN/100ml e/o
EI >400 MPN/100ml
che, nel 2018 sono stati 13 (25%) rispetto ai 4 del 2017 (21%), il dato più basso mai registrato.

Durante la stagione balneare 2018 le condizioni meteorologiche sono state molto più instabili rispetto agli anni precedenti (caratterizzati da scarsità di precipitazioni), soprattutto nel periodo primaverile (aprile-maggio) e di fine estate (settembre), ma precipitazioni, anche intense, a carattere locale si sono avute anche nei mesi più caldi (luglio-agosto). Di conseguenza, durante tutti questi episodi vi è stato un apporto di carichi inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana che hanno messo in evidenza problematiche non risolte, causa di tutti i divieti temporanei di balneazione rilevati nel 2018 nelle aree della Versilia (Camaiore, Pietrasanta e Viareggio), in quelle del litorale livornese (Castagneto C., Livorno, Rosignano M. e San Vincenzo), dell’Isola d’Elba Marciana e Marciana Marina) e della maremma (Follonica, Grosseto e Orbetello).

La qualità delle aree di balneazione nel 2018 (269) si è mantenuta ad un livello “eccellente” con oltre il 97% delle aree (262) ed il 99% dei km di costa controllati che si colloca in questa classe, in ulteriore miglioramento rispetto al 2014-17 (93% delle aree), arrivando ai livelli più elevati dall’entrata in vigore del D.Lgs. 116/2008. Anche la distribuzione nelle varie classi denota questo miglioramento rispetto al 2016: 12 aree “buone” passano ad “eccellente” e solo 1 fa il passaggio inverso (“Fosso dell’Abate Sud”), con un incremento netto di 11 aree “eccellenti”, mentre resta 1 sola area “sufficiente” e nessuna “scarsa” come nel 2017.

Osservando la distribuzione territoriale delle variazioni di classe, si può notare come la costa toscana settentrionale (litorale apuo-versiliese) abbia avuto un nuovo miglioramento (dopo quello del 2017) e, avendo solo 1 aree “buona” (da 4), sia ormai quasi allineata al resto della regione, con il 4,8% di aree non eccellenti a fronte di una media regionale di 2,6%. In particolare, è da notare che le 3 aree più critiche della Versilia (“Foce Fosso dell'Abate”, “Foce fosso Motrone”, “Foce fosso Fiumetto”) dopo questa stagione sono tutte in classe “eccellente”. Le zone non eccellenti sono spesso localizzate in prossimità di sbocchi a mare di corsi d’acqua (“Fosso dell’Abate Sud” a Viareggio; Bocca di Cecina a Cecina; Rio Felciaio a Livorno; Nord-Ovest Gora a Follonica; Salivoli a Piombino), ma molte appaiono in un qualche miglioramento. Gli altri 2 casi di classe “buona” (“Marina di Bibbona Nord” a Bibbona e “Talamone – Spiaggia Fertilia” a Orbetello) sono legati al metodo di calcolo del percentile stabilito dalla norma (all. 2 D.Lgs. 116/2008), che mal si adatta ad una distribuzione non-normale dei dati né alla loro ridotta numerosità.  Questi valori sono indicati per le acque marine, i cui limiti sono EC =500 e EI =200, perché rappresentano oltre il 97% delle aree di balneazione in Toscana.
 

Nel 2018 anche per gli 11 divieti permanenti per motivi igienico sanitari presenti in Toscana si è rilevato un generale aumento delle contaminazioni: su 66 campioni analizzati il 38% (25) ha evidenziato valori al di fuori dei limiti normativi ed in quasi il 44% si sono avute concentrazioni da 2 a 10 volte superiori ai limiti. Le situazioni peggiori, come sempre, sono la foce del torrente Magliano (Massa) con il 100% dei prelievi non conformi e quella della fossa Maestra (Carrara), poco migliore (83%), alle quali si aggiunge, dopo anni di miglioramento, la foce del torrente Brugiano (Massa). Nel 2018 anche la Gora delle Ferriere a Follonica ha visto un peggioramento con 2/3 dei controlli (67%) che hanno evidenziato una contaminazione, nella maggior parte dei casi anche di notevole quantità. Come nel 2017, molte zone hanno avuto 1 solo episodio di inquinamento (torrente Parmignola a Carrara; torrente Frigido a Massa, fiume Morto a Pisa, Lillatro a Rosignano M.mo e Torre Nuova tra S.Vincenzo e Piombino). Ancora meglio sono andate le zone di divieto alla foce torrente Versilia a Montignoso e del Canale Solmine (Follonica) dove non si è mai rilevato alcun caso di inquinamento. Ormai da alcuni anni in Toscana non si hanno importanti fioriture di Ostreopsis ovata, nonostante le condizioni ambientali siano state molto diverse nelle ultime stagioni: 2016 e 2017 calde e secche, 2018 variabili con precipitazioni sparse.

Nel 2018 non si sono avuti periodi prolungati di condizioni ambientali favorevoli (temperature elevate e scarso idrodinamismo) alla proliferazione di Ostreopsis ovata lungo il litorale toscano e non si è rilevata alcuna vera fioritura, se si eccettua un piccolo aumento delle concentrazioni in colonna d'acqua a metà luglio in un punto a Massa (OST-MS3) ed in uno a Pisa (OST-PI1) ed un secondo caso a fine agosto solo in quest’ultimo (OST-PI1).
È da segnalare che i valore massimi raggiunti in 2 di questi 3 casi (compresi tra 10'000 e 30'000 cell/L), non essendo stato associati a “condizioni meteo-marine favorevoli ad uno sviluppo della fioritura per un prolungato periodo”, con l'entrata in vigore a fine stagione del DM 19/04/2018 e delle nuove linee guida di ISS (rapporto ISTISAN 14/19), non avrebbe determinato alcuna allerta.

È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)

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