Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Documentazione Catalogo pubblicazioni ARPAT Monitoraggio acque marino costiere della Toscana - 2016

Dove Siamo

 

Monitoraggio acque marino costiere della Toscana - 2016

RSS
Attività di monitoraggio e proposta di classificazione

Anno di pubblicazione: 2017

A cura di: ARPAT – Area Vasta Costa, Settore Mare

In collaborazione con:

Pagine: 41

Prezzo:

Il monitoraggio delle acque marino-costiere è effettuato da ARPAT è disciplinato dalla normativa di recepimento della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE.

La rete di monitoraggio è stata pianificata in accordo con la Regione Toscana e comprende, per ciascun corpo idrico, uno o più siti di campionamento, per un totale di 19 stazioni. I campionamenti sono effettuati con il battello Poseidon, utilizzato per raccogliere campioni di acqua e sedimento e come imbarcazione di appoggio per rilievi subacquei sui popolamenti a macroalghe e sulle praterie di Posidonia oceanica. 

In ciascuna stazione viene monitorato:

  • STATO ECOLOGICO: descrive la qualità delle acque sulla base dello status di diversi elementi biologici (fitoplancton, macroalghe, Posidonia oceanica, macrozoobenthos), del livello trofico delle acque (indice TRIX) e della presenza di sostanze chimiche non prioritarie nelle acque (tabella 1/A “standard di qualità ambientale nella colonna d'acqua e nel biota per le sostanze dell'elenco di priorità” del D.Lgs. 172/2015). I possibili livelli di classificazione sono 5, in ordine decrescente di qualità ambientale: “Elevato”, “Buono”, “Sufficiente”, “Scarso”, “Cattivo”.
    ll giudizio sulla qualità ecologica risulta buono per tutti i corpi idrici indagati nel 2016, fatta eccezione per Costa Pisana a causa di elevati valori di biomassa fitoplanctonica e TRIX. Per questo corpo idrico il giudizio è sufficiente
  • STATO CHIMICO: descrive la qualità delle acque in base alla presenza di sostanze chimiche prioritarie nelle acque e nei sedimenti (tabelle 1/A e 2/A del D.Lgs. 172/2015), oltre che negli organismi bioaccumulatori (mitili). I possibili livelli di classificazione sono 2: “Buono” o “Non buono”. Risulta il mancato conseguimento dello stato buono per tutte le stazioni monitorate fatta eccezione per il corpo idrico Arcipelago Isole Minore. Il basso livello di qualità ambientale è legato alle alte concentrazioni di Tributilstagno (TBT) e, nel caso del corpo idrico Costa di Rosignano anche al mercurio. Inoltre, il biota presenta superamenti dello standard ambientale per il mercurio nelle stazioni di Cala di Forno e Porto Santo Stefano. Pur non essendo stata considerata ai fini della classificazione dei corpi idrici, l’analisi dei sedimenti ha rivelato diverse anomalie nella concentrazione di mercurio e cadmio. Con l' applicazione del DGRT 1273/2016, la concentrazioni di mercurio nei sedimenti risulta essere oltre lo standard ambientale nella zona di Antignano e Rosignano; inoltre Antignano e Porto Santo Stefano presentano concentrazioni superiori agli standard ambientali per quanto riguarda il cadmio. In generale, è presumibile che una parte delle anomalie dovute alla concentrazione dei metalli presenti nei sedimenti sia riconducibile a inquinamento di tipo antropico, in particolare nelle aree di Rosignano e Antignano interessate, direttamente o indirettamente, da una contaminazione storica dovuta allo scarico dell'insediamento produttivo Solvay, a causa delle corrente prevalentemente verso nord.

È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)

Azioni sul documento
Strumenti personali