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L'attività di ARPAT nel monitoraggio dei cetacei, delle tartarughe e dei grandi pesci cartilaginei - anno 2019

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Monitoraggio effettuato nel mare toscano

Anno di pubblicazione: 2020

A cura di: ARPAT Area Vasta Costa - Settore Mare

In collaborazione con: Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, sez. di Pisa , Università di Siena , Associazione Tartamare , Centro di Recupero Acquario di Livorno - Costa Edutainment

Pagine: 217

Prezzo: 0 €

Nel 2019 lungo le coste della Toscana si sono registrati 59 ritrovamenti di cetacei e 38 di esemplari di tartarughe marine, quasi tutte appartenenti alla specie Caretta caretta

Durante il 2019 si sono registrati 59 cetacei spiaggiati morti o in grave difficoltà lungo le nostre coste o comunque ritrovati in mare: 18 stenelle, 31 tursiopi, 3 capodogli, 7 cetacei rimasti indeterminati a causa dell’avanzato stato di decomposizione che non ne ha permesso l’esatta identificazione (tra cui uno di grandi dimensioni, probabilmente un altro capodoglio).

Si tratta del numero più alto mai registrato in toscana dal 1986, quanto iniziò il monitoraggio degli eventi di spiaggiamento nella nostra regione. E questo dato rappresenta il numero più alto (31 esemplari) mai registrato in Toscana di tursiopi. Di solito la specie più frequente è sempre stata la stenella striata che aveva raggiunto un picco di segnalazioni nel 2017 con 28 esemplari.

Il 59% degli eventi (35 su 59) si è concentrato nel periodo estivo giugno-settembre. In questo periodo si sono registrati 22 tursiopi (il 62% di questa specie) e solo 6 delle 18 stenelle registrate in tutto l’anno (il 33%). Il periodo estivo, quindi, ha destato non poca preoccupazione per il susseguirsi di spiaggiamenti concentrati in relativamente pochi giorni e quasi tutti a carico di un’unica specie.

Nel corso del 2019, grazie alla collaborazione di alcuni diportisti ed evidentemente della maggiore sensibilizzazione pubblica, si sono registrati anche 9 eventi di avvistamento per un totale di 40 cetacei. Ancora una volta, in base al numero di individui registrati, il tursiope è risultata la specie maggiormente avvistata (80%).

Per quanto riguarda le tartarughe, nel corso del 2019 sono stati recuperati 38 esemplari, tra la dominanza della specie più comune Caretta caretta (92%), da notare il ritrovamento di tre esemplari della rara e solo occasionale tartaruga verde (Chelonia mydas).

Si conferma che spesso la causa di morte per questi animali è rappresentata dalla cattura accidentale da parte di attrezzi da pesca (26%), soprattutto reti da posta (60%). Anche le catture ed avvistamento dei grandi pesci cartilaginei è stato riportato anche per il 2019. In Toscana si sono registrati 25 esemplari (19 catture e 6 avvistamenti). Il 58% delle catture (11 esemplari) erano ancora vivi e sono stati liberati; tra i morti, 6 su 8 sono stati campionati in laboratorio per approfondimenti biologici e genetici.

Questo report 2019 sui recuperi toscani contiene la scheda dettagliata di ogni esemplare recuperato e, per alcuni di essi, il referto necroscopico a cura della veterinaria Dott.ssa Giuliana Terracciano, dell’IZSLT, sede di Pisa. Su questi esemplari, benché non sempre le carcasse presentassero buone condizioni di conservazione, è stato eseguito un esame anatomopatologico completo, ricerche batteriologiche, virologiche, parassitologiche, istologiche, sierologiche, genetiche e tossicologiche. In relazione a queste ultime va specificato che i contaminanti specifici quali PCB, Hg e pesticidi sono stati ricercati dall’Università di Siena.

Le indagini necroscopiche condotte hanno evidenziato segni legati ad un traumatismo (probabilmente rappresentato da collisioni con natanti) e all’intrappolamento in attrezzi da pesca, soprattutto per le tartarughe e, per i cetacei, spesso un alto livello di contaminazione legato all’insorgenza di infezione da parte del Morbillivirus, probabili concause di morte.

Alcune considerazioni vengono fatte relativamente ai trend storici dei dati dei recuperi toscani, sia per i cetacei (1986-2019) che per le tartarughe (1990-2019).

È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)

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