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Toscana e Andalusia insieme per aumentare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici

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27/12/2017 07:30

Progetto Life Weee: messi a disposizione 1,8 milioni di euro per incrementare la raccolta differenziata degli apparecchi elettrici ed elettronici ed il recupero delle materie prime in essi contenute

Toscana e Andalusia impegnate in un progetto europeo Life Weee (Waste Electrical and Electronic Equipment) per aumentare la raccolta dei rifiuti costituiti da apparecchi elettrici ed elettronici (AEE) ed incrementare, di conseguenza, anche il recupero di materie prime da vecchi smartphone, tv, computer, tablet ed altre apparecchiature informatiche ed elettroniche.

Nei prossimi 3 anni, grazie a questo progetto, aumenteranno i punti di raccolta e sarà predisposta una importante campagna di sensibilizzazione rivolta in particolare a cittadini ed imprese, che spesso smaltiscono in modo non corretto questa particolare tipologia di rifiuti, con due effetti negativi:

  • il primo è il rischio di danneggiare l’ambiente, questi rifiuti, infatti, contengono sostanze in grado di inquinare le risorse ambientali
  • il secondo riguarda la perdita di materie prime spesso facilmente riciclabili, in controtendenza rispetto ad un’economia che vogliamo sempre più circolare.

Il progetto Weee vede la collaborazione di Anci Toscana insieme alla Camera di Commercio di Firenze, la Camera di Commercio di Siviglia, i dipartimenti di Ingegneria Civile ed Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze, la società delle Camere di Commercio Ecocerved e la Regione Toscana.

L’idea alla base del progetto nasce nel 2014 quando la Camera di Commercio di Firenze verifica che gli iscritti all’Albo gestori rifiuti con riferimento ai RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) sono poco numerosi, da qui i primi incontri con le imprese da cui emerge che, nella maggioranza dei casi, non vi è consapevolezza degli obblighi normativi previsti dalla normativa in materia di gestione dei RAEE.

Da allora la Camera di Commercio ha organizzato diversi incontri informativi e formativi che, nel tempo, hanno dato i loro risultati. Ancora tanto c’è da fare come dimostra la recente ricerca, realizzata sempre dalla Camera di Commercio di Firenze su un campione di 1275 imprese toscane, che mette in evidenza come ancora il 73,7% delle aziende non sia a conoscenza delle regole sullo smaltimento di vecchi prodotti elettrici ed elettronici e solo il 53,5% smaltisca negli appositi centri di raccolta queste apparecchiature.

Si registra comunque voglia di cambiamento, infatti il 67,5% delle imprese si dichiara disponibile a modificare le proprie abitudini soprattutto se il settore pubblico si impegnerà a ritirare, attraverso il gestore dei rifiuti urbani, i RAEE con maggiore semplicità e predisporrà punti di raccolta facili da raggiungere.

Le domande poste dalla Camera di Commercio nel suo questionario rivolto alle imprese hanno ricevuto risposte differenti a seconda della tipologia di impresa, se iscritta o meno all’albo dei gestori ambientali; quelle iscritte hanno mostrato, naturalmente, di essere più consapevoli ed attente alla tutela dell’ambiente mentre le altre si sono dimostrate particolarmente interessate all’aspetto legato alla riduzione dei costi.

Se questa è la situazione con riferimento alle aziende, cosa accade sul fronte dei singoli cittadini? Un’indagine Ipsos effettuata nel 2016 e commissionata da Ecodom e Cittadinanza attiva evidenzia che solo una quota (ancora marginale) di popolazione conosce i RAEE e la percezione sul grado di rischio di queste apparecchiature appare elevata anche tra chi non li conosce.

Migliorare è possibile, come dimostra l’esperienza andalusa, dove si è passati da una raccolta di Raee pari a 2 kg abitante anno nel 2014 a 4,5 kg abitante anno nel 2016 e per quest’anno le stime sono al rialzo, l’obiettivo, infatti, è raggiungere i 5 kg abitante anno. Questo successo è stato possibile prendendo a modello l’esperienza toscana, ora per progredire nei risultati è necessari uno stretto rapporto con i Comuni, un patto con le imprese ed i cittadini per uno smaltimento corretto di questi rifiuti

La Regione Toscana è all’avanguardia nel panorama nazionale per la gestione di questi rifiuti, come ha dimostrato la tappa del road show nazionale dedicato alla Gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), organizzato dal Centro di Coordinamento RAEE in collaborazione con la Direzione Ambiente della Regione Toscana.

Nell’anno 2016, in Toscana, gli Impianti autorizzati hanno trattato 16.235.501 kg di RAEE, di cui 14.968.293 kg provenienti da RAEE domestici e 1.267.208 kg da RAEE professionali. In particolare, ben 14.968.293 kg dei RAEE di origine domestica sono state trasportate dai Sistemi Collettivi associati al Centro di Coordinamento RAEE agli Impianti di trattamento sul territorio regionale, con una predominanza delle tipologie di rifiuti appartenenti al Raggruppamento 2 – Grandi Bianchi (7.875.246 kg), R1 – Freddo e Clima (4.054.144 kg) e R4 - Piccoli Elettrodomestici (3.065.137 kg).

I RAEE di origine professionale trattati hanno riguardato apparecchiature dismesse appartenenti a tutte le categorie ad eccezione dei giocattoli e apparecchiature per lo sport e il tempo libero.

Positivo risulta anche l’andamento della raccolta in Regione Toscana riferito al periodo gennaio – agosto 2017,i RAEE raccolti sono stati 16.467.520 kg, in aumento del 6% circa rispetto al 2016. La raccolta di tutti i 5 raggruppamenti risulta in crescita, ad eccezione di R3 (Tv e Monitor), che registra un calo del 3,8%. Particolarmente positivo il risultato di R4 (Piccoli Elettrodomestici) e R5 (Sorgenti Luminose).

La provincia che ha raccolto il maggior quantitativo di RAEE nei primi 8 mesi del 2017 è Firenze con 4.891.803 Kg complessivi (+6,3% rispetto allo stesso periodo nel 2016), seguita da Lucca con 2.009.128 kg (+7% circa) e Pisa (+7,84%). Da segnalare il dato di Livorno, che registra il maggiore incremento percentuale a livello regionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+19,8%).

La situazione della nostra regione si presenta buona ma bisogna migliorarla, per fare questo è necessaria una mirata informazione alle imprese ed ai cittadini per fare conoscere non solo come smaltire correttamente questi particolari rifiuti ma soprattutto informarli sull’economia circolare con particolare attenzione al riutilizzo e all’allungamento della vita dei materiali, senza mai dimenticare che l’obiettivo principale è quello della riduzione dei rifiuti prima ancora del ri-uso e della riparazione.

Nel suo piano di gestione dei rifiuti, la Regione Toscana si è posta l’obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata (RD) nel 2020, obiettivo molto ambizioso e di non facile raggiungimento, mentre per quanto riguarda i RAEE è previsto un recupero del 65% da calcolare in termini di peso rispetto all’immesso sul mercato, quindi l’impegno dovrà essere indirizzato su azioni in grado di

  • estendere la rete di raccolta di questa tipologia di rifiuti, portandoli a 5000
  • informare i cittadini e le imprese sulla modalità di raccolta

Tutto questo richiede un coinvolgimento dei comuni e delle 3 ATO (autorità territoriale ottimale) presenti sul territorio regionale, chiamate in particolare a gestire, oltre che incrementare, i centri di raccolta di prossimità o addirittura organizzare delle forme di raccolta porta a porta. Nell’ambito del progetto Weee è anche previsto di redarre delle linee guida rivolte ai comuni per dare indicazioni condivise su come migliorare la strategia di raccolta dei RAEE, magari anche introducendo degli incentivi per chi li smaltisce correttamente.

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Riutilizzo componenti

Inviato da Utente anonimo il 05/01/2018 11:02

A mio avviso per ridurre i rifiuti bisognerebbe incentivare il riutilizzo di componenti usati recuperati dai RAEE, spesso il guasto degli elettrodomestici è dovuto esclusivamente a piccoli componenti elettronici: schede o componenti delle stesse , difficilmente individuabili e riparabili; favorire il riutilizzo degli altri "pezzi" ancora validi riduce sicuramente la quantità dei rifiuti ma se io privato cittadino mi reco all'isola ecologica e chiedo di recuperare un motore,o una pompa, da una lavatrice, da una lavastoviglie, un trasformatore da un forno microonde, una resistenza o un interruttore da un forno, mi negano tale possibilità!

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