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Norme per la qualità dell'aria in Francia

27/06/2017 07:30

L’ANSES - Agenzia Nazionale francese per la Sicurezza Sanitaria dell’Alimentazione, dell’Ambiente e del Lavoro - pubblica un dossier contente una valutazione delle norme relative alla qualità dell'aria ambiente in Francia

ANSES - Agenzia Nazionale francese per la Sicurezza Sanitaria dell’Alimentazione, dell’Ambiente e del Lavoro - contribuisce principalmente a garantire la sicurezza nei settori dell'ambiente, del lavoro e degli alimenti ed a valutare i possibili rischi per la salute. Fornisce alle autorità competenti tutte le informazioni su questi rischi, nonché le competenze scientifiche ed il supporto tecnico necessario per lo sviluppo di leggi, regolamenti e misure di gestione dei rischi. Tutti i suoi pareri sono pubblicati sul sito Web ufficiale.

L'agenzia, ad aprile 2016, è stata incaricata dalla Direzione Generale della Sanità e dalla Direzione Generale per l'Energia ed il clima di realizzare una valutazione sulle norme per la qualità dell'aria ambiente e su una possibile evoluzione di tali norme relativamente a PM10, PM2,5, biossido di azoto, biossido di zolfo e ozono.

Nel suo parere ANSES sottolinea l'importanza di proseguire gli sforzi per l'attuazione delle politiche pubbliche a lungo termine per il miglioramento della qualità dell'aria, che rimane un importante problema di salute pubblica. In premessa, si ricorda infatti come gli ultimi dati di sanità pubblica francesi pubblicati nel 2016 e gli esiti della sorveglianza sanitaria confermino il peso dell'inquinamento atmosferico nel Paese: ad esempio si stimano 48.000 morti all'anno per l'inquinamento da PM2,5, corrispondenti ad una perdita di aspettativa di vita superiore a 2 anni.

I benefici per la salute associati al rispetto del valore guida OMS per il PM2,5 in Francia sono stimati in 17.700 decessi evitati ogni anno. I benefici associati al rispetto delle normative europee sono invece di 10 morti evitate all'anno ed una media di 1,5 mesi guadagnati in aspettativa di vita.

Gli standard di qualità dell'aria ambiente applicabili in Francia provengono dal recepimento delle direttive europee o sono specificità francesi.

Per molti inquinanti, le norme europee e/o francesi corrispondono ai valori di riferimento raccomandati dall'OMS nel 2005, per altri non vi è corrispondenza. Nel rapporto viene presentato un interessante quadro che per ciascun inquinante riporta le norme applicabili nell'Unione europea e/o in Francia e riassume gli standard individuati all'estero che sono più ambiziosi di quelli applicati nell'Unione Europea e/o in Francia e altre norme supplementari. Tutti I dettagli sono poi raccolti nel capitolo 6.

Sulla base dei dati raccolti e presentati nel report, ANSES propone, a titolo di conclusioni e raccomandazioni, le risposte a cinque questioni specifiche.

  1. L'analisi comparata delle norme europee, francesi e straniere e la valutazione di quelle più ambiziose
  2. La sussistenza o meno di dati scientifici aggiornati sugli effetti sanitari di ciascun inquinante che potrebbero comportare una revisione delle norme attuali in Europa
  3. L'efficacia in termini sanitari delle attuali soglie temporali stabilite per ciascun inquinante
  4. L'opportunità di mantenere standard diversi per le due frazioni PM10 e PM2.5
  5. L'efficacia delle specificità francesi in termini di standard di qualità dell'aria ai fini della protezione della salute umana
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