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Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria

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13/06/2016 08:00

Il report dell'Istituto Superiore di Sanità presenta obiettivi e procedure per un piano di sorveglianza epidemiologica permanente della popolazione residente nei siti inquinati

Il report dell'Istituto Superiore di Sanità “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità” riunisce una serie di saggi nati sia dall'attività di collaborazione dell'Istituto con la Regione Calabria, sia dall'impegno sul campo di altri enti quali l'Agenzia Regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL) che in questo volume presenta due studi relativi all'attività di individuazione e caratterizzazione ambientale dei siti contaminati che richiedono interventi di bonifica.

L'ISS, da anni impegnato nel campo epidemiologico, ha elaborato una metodologia accreditata a livello europeo per la sorveglianza dello stato di salute di chi risiede nei siti contaminati che è stata applicata durante il Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) che, come viene spiegato nel volume, ha rappresentato un punto di svolta, in Italia, nell'affrontare in modo sistematico la valutazione dell'impatto sanitario dei siti inquinati.

Al lavoro di questi enti va ad aggiungersi anche quello delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) e dei Registri Tumori della Calabria i cui dati possono fornire un forte contributo alla stima dell’impatto sanitario dei siti contaminati.

Nel report vengono, inoltre, presentati quattro casi studio: sul sito di interesse nazionale di Crotone, sui siti ad alto rischio ambientale della Provincia di Catanzaro, sulle Serre Calabresi e sulla Valle dell'Oliva.

Come ricordato nell'introduzione, da questo lavoro di sinergia che sta prendendo sempre più campo, deriveranno due ordini di benefici: un miglioramento della conoscenza, che a sua volta contribuirà ad individuare le priorità del risanamento ambientale sotto il profilo della tutela della salute, e la costruzione di un corpo di conoscenze condivise in base al quale discernere le situazioni dove la contaminazione dell'ambiente causa con certezza o elevata probabilità un danno misurabile alla salute, da quelli dove vi è la percezione di un rischio per la salute, a causa della composizione della qualità ambientale ma in assenza di evidenze scientifiche in tal senso.

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