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Mitigazione dei cambiamenti climatici in Europa nel 2015

19/04/2016 08:00

La quota maggiore delle politiche sono di carattere economico o normativo

In tema di adattamento ai cambiamenti climatici in Europa, a fine 2015 l'Agenzia europea per l'ambiente ha pubblicato un report che fornisce una panoramica dei sistemi di monitoraggio, valutazione e reporting nei diversi paesi europei.

Insieme a questo, sullo stesso filone, un altro report della stessa Agenzia analizza le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici e le misure attivate dagli Stati membri.

Queste politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici (PAMs) sono previste dal Regolamento (UE) n. 525/2013 relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e dell'Unione europea.

Il report dell'Agenzia europea fornisce una panoramica delle principali caratteristiche delle politiche attuate, adottate o previste dagli Stati, i loro obiettivi, la tipologia, i settori interessati, i soggetti responsabili dell'attuazione. Dove disponibili, vengono anche pubblicate le informazioni quantitative sulle emissioni di gas serra evitate grazie a tali politiche, sia a posteriori che in termini di risparmi previsti.

Le azioni previste dagli Stati sono principalmente dirette ai settori: consumo di energia (26%), trasporti (23%) ed alimentazione energetica (10%). I settori che rappresentano una quota minore di emissioni hanno anche una "quota minore" di politiche, cioè agricoltura (9%), rifiuti (7%), uso del suolo, cambiamenti d'uso del terreno e silvicoltura (5%) e processi industriali (5%).

La maggior parte delle politiche di mitigazione mirano a

  • migliorare l'efficienza energetica degli edifici (18%),
  • aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili (11%).

La "quota maggiore" delle politiche è, invece, di carattere economico (ad esempio sussidi economici) o normativo (ad esempio standard di efficienza energetica); ognuno di questi ambiti di intervento rappresenta il 30% delle politiche.

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Inviato da Utente anonimo il 14/06/2016 09:33

Strategie di Decarbonizzazione della Economia:

E sempre piu evidente la pericolosita del cambiamento climatico che pertanto pone una serie di sfide per la sostenibilita dello sviluppo economico contemporaneo .

Il mercato globale ha condotto a consumi di energia e a un consumismo alimentare che è divenuto la principale causa del non piu sostenibile cambiamento climatico .Il condurre e modificare il sistema energetico su base delle energie non fossili e di nuove pratiche di produzione per la innovazione alimentare indirizate a ridurre il rischio del cambiamento climatico richiede una rielaborazione della "climate economy" attuata su base di incentivi alla produzione locale .

La Transizione tra economia globale e la decarbonizzazione della economa locale è la via maestra per ridurre il rischio distruttivo del cambiamento Climatico.

Quest' ultimo acquisisce l' aspetto di una "ribellione della natura della vita " in contrasto ad un pesante squiilbrio del Ciclo del Carbomio tra la Bio-sfera ( terra ed oceani), la quale è inserita tra la Geosfera e l' Armosfera.

Tale squilibrio altera la Termoregolazione della Biosfera degenerando progressivamente in un rapido Cambiamento Climativo.

Il Ciclo del Carbonio permette l' evoluzione della vita nel nostro pianeta sulla base di due fondamentali reazioni (reodox) :

La Fotosintesi delle piante avviene in presenza di Cloroplasti ( batteri fotosintetici) che trasformano la energia luminosa (quanti di luce "q") in energia biologica ATP + NADPH .

CO2+ H2O + q.Luce <--> CH2O (carboidrati) + O2

La reazione di direzione inversa e quella di di ossidazione <-- si attua sia come fermentazione operata de batteri ovvero come respirazione degli animali piu' evoluti.

Pertanto per mitigare l' emisione di CO2 , vanno aumentati i processi fotosintetici per la cattura e immagazzinamento di CO2 in prodotti dei batteri ( es cianobatteri come la spirulina) e delle piante , diminuendo al contempo i processi di reazione inversa alla fotosintesi.

Sulla base di tale riferimento teorico i processi di decarbonizzazione della economia rappresentano in sostanza un netto superamento delle concezioni meccaniche lineari che ci stanno conducendo al disastro eco-economico e al rischio di alterare gli equilibri della vita a cui la "natura nella sua vitale intelligenza si sta ribellando ". vedi: seminario Georgofili: http://met.cittametropolitana.fi.it/news.aspx?n=215954

Paolo Manzelli

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