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ARPAT al Congresso nazionale di igiene industriale e ambientale

08/07/2016 08:00

L'Agenzia ha presentato interventi, sia nell'ambito della sessione dedicata agli agenti fisici che in quella dedicata all'inquinamento dell'aria

Il 15 e 16 giugno 2016 si è svolto a Lucca il congresso nazionale di igiene industriale e ambientale dedicato ai temi:

  1. Bonifica e gestione del rischio da agenti fisici in ambiente di vita e di lavoro
  2. Inquinamento dell’aria indoor da agenti chimici e biologici
  3. Problematiche emergenti nella valutazione e gestione del rischio chimico.

ARPAT, che ha patrocinato l’evento, ha presentato interventi, sia nell’ambito della sessione dedicata agli agenti fisici che in quella dedicata all’inquinamento dell'aria.

La relazione di Gaetano Licitra ha illustrato le attività di ARPAT nel territorio lucchese relativamente all’impatto acustico delle industrie.

In particolare è stata posta l'attenzione al lavoro di valutazione dei piani di risanamento aziendale predisposti a seguito dell'accertato superamento dei “valori limite di emissione”. L'analisi degli interventi di mitigazione previsti dai piani mostra come la prassi seguita abbia consentito alle aziende di puntare al risanamento attraverso azioni graduali, verificate a cadenza semestrale o comunque prefissata. In vari casi le aziende hanno prospettato azioni diluite nel tempo e con interventi non sempre rispettosi di criteri di priorità basati sull'efficacia degli interventi stessi. In tali casi ARPAT ha chiesto al Comune di approvare i piani di risanamento aziendale modificando i tempi e le sequenze delle fasi degli interventi di risanamento, privilegiando gli interventi più risolutivi.

È stata presentata la normativa della Regiona Toscana che prevede la possibilità per le aziende di chiedere una revisione della classificazione acustica nel caso di impossibilità a raggiungere il rispetto dei limiti: condizioni e vincoli nell'applicazione della norma sono stati illustrati e discussi.

Bianca Patrizia Andreini e altro personale del Centro Regionale Tutela Qualità dell'aria hanno illustrato i risultati dello studio relativo alla zona Prato-Pistoia e Agglomerato di Firenze - dove i livelli di concentrazione di PM10 e PM2,5 sono tra i più critici insieme alle zone Piana lucchese e Valdarno Pisano.

Lo studio si è occupato di una prima valutazione dell’esposizione della popolazione al particolato attraverso:

  • l’analisi della distribuzione spaziale del particolato,
  • l’andamento nel tempo dei livelli di concentrazione monitorati presso le stazioni di rete regionale presenti nella zona negli ultimi 13 anni,
  • la distribuzione dimensionale del numero delle particelle.

Sono state inoltre condotte una serie di campagne di misura per la caratterizzazione del profilo dimensionale delle particolato atmosferico nelle aree urbane.

Silvia Bucci e altro personale del Unità Operativa Radioattività e Amianto hanno presentato una relazione sul lavoro di analisi statistica dei dati di concentrazione di radon per lo studio dei fattori che possono influire sui livelli medi di radon negli ambienti di lavoro, confrontando i risultati con quelli ottenuti, con lo stesso approccio, per le abitazioni e le scuole.

In sintesi emerge che i fattori che influenzano maggiormente la concentrazione di radon negli ambienti di lavoro sono il materiale da costruzione del locale misurato e, in misura minore, l'epoca di costruzione, il piano e l'aerazione dei locali misurati. Rispetto alle abitazioni, una quota rilevante della variabilità complessiva dei dati nei luoghi di lavoro è invece associata a fattori connessi all'edificio, ma non individuati specificamente.

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