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Rimozione delle reti da pesca abbandonate sul fondale a Calafuria (LI)

06/11/2015 08:00

La partecipazione dei tecnici subacquei ARPAT

L’8 ottobre scorso i tecnici subacquei del Settore mare ARPAT hanno partecipato, insieme a Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco, ad una importante operazione di rimozione delle reti abbandonate sul fondale subito a sud di Livorno.

Le prime segnalazioni risalivano a quest’estate, quando un subacqueo locale aveva rilevato la presenza di una grossa rete abbandonata sul fondo, nelle acque antistanti Calafuria. L’attrezzo, essendo ancora teso, continuava a catturare indiscriminatamente diverse specie marine e poteva inoltre risultare pericoloso per la sicurezza delle attività subacquee.

Nel mese di agosto, poi, gli operatori del V Nucleo Subacquei della Guardia costiera di Genova avevano effettuato un sopralluogo per stabilire l’esatta posizione delle reti, la loro dimensione e disposizione sul fondo ed effettuare riprese videofotografiche.

Dopo una riunione organizzativa di tutti gli enti e gli operatori interessati, in cui è stata programmata nei dettagli l’attività di recupero, da effettuarsi il giorno successivo, si è finalmente svolta la rimozione dal fondale di Calafuria di tutta la rete segnalata, operazione il cui coordinamento è stato affidato ai sommozzatori della Guardia Costiera di Genova e che si è conclusa con il pieno successo.

reti sul fondale di Calafuria (Livorno)reti sul fondale di Calafuria (Livorno)

Tutte le fasi dell’operazioni sono state supervisionate dagli operatori subacquei di ARPAT che hanno documentato con riprese video fotografiche le diverse attività. E’ risultata inoltre preziosa l’operatività della ditta Labromare, che ha fornito la propria disponibilità, a titolo gratuito, per le operazioni di smaltimento dei circa 100 m di rete recuperata, classificati come rifiuti speciali.

L’importanza di questo evento, al quale potrebbero e dovrebbero seguirne altri nel prossimo futuro, risiede nel fatto che con questa operazione è stato possibile preservare il prezioso corallo rosso, vero fiore all’occhiello del litorale di Calafuria (specie regolamentata nell'Annesso III della "Convenzione per la protezione del Mar Mediterraneo contro l'inquinamento "(Convenzione di Barcellona) stipulata dagli Stati costieri del Mediterraneo e dalla Comunità europea), ed elemento importante di tutto l’ecosistema marino.

Altre foto disponibili sul canale Flickr di ARPAT ed un video su quello di YouYube

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