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Inventario delle emissioni

19/01/2015 08:00

Pubblicata da Ispra la comunicazione annuale dell’inventario nazionale delle emissioni

Il documento redatto da ISPRA contiene la comunicazione annuale dell’inventario nazionale delle emissioni delle sostanze transfrontaliere prevista nell’ambito della Convenzione sull’Inquinamento Transfrontaliero a Lungo Raggio (CRLTAP/UNECE). II rapporto vuole fornire un confronto tra i contributi relativi delle diverse fonti di emissione e facilitare così l’individuazione di politiche di riduzione.

Nel periodo 1990-2012 le emissioni mostrano un trend in calo per la maggior parte degli inquinanti descritti; in particolare sono gli inquinanti principali, il piombo e le diossine a mostrare le maggiori riduzioni: ossidi di zolfo -90%; ossidi di azoto -58%; monossido di carbonio -70%; composti organici volatili non metanici -56%, piombo -94%, diossine -52%.

Il motivo principale di questa evoluzione è da rintracciare nelle riduzioni avvenute nel settore dei trasporti industriali e stradali: sono diverse infatti le direttive europee che hanno introdotto nuove tecnologie, limiti alle emissioni industriali, limitazione del contenuto di zolfo nei combustibili liquidi e passaggio a carburanti più puliti.

Le emissioni sono inoltre diminuite grazie al miglioramento dell'efficienza energetica e alla promozione delle energie rinnovabili.

Il settore energetico è la principale fonte di emissioni in Italia con una quota di oltre l'80% per molti inquinanti (ossidi di zolfo 91%; ossidi di azoto 99%; monossido di carbonio 92%; PM2.5 88%; cadmio 81%).

Il settore dei processi industriali è una fonte importante delle emissioni, specificamente legate alla produzione di ferro e acciaio, almeno per particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti, mentre le emissioni significative di ossidi di zolfo e particolato derivano dalla produzione di cemento; d'altra parte, il settore d’uso di solventi è caratterizzato dall’emissione di composti organici volatili non metanici.

Il settore agricolo è la principale fonte di emissioni di ammoniaca in Italia con una quota del 95% e una fonte rilevante di esaclorobenzene .

Infine, il settore dei rifiuti, in particolare l'incenerimento dei rifiuti, è una fonte importante per le emissioni di esaclorobenzene e idrocarburi policiclici aromatici (27% e 11%, rispettivamente).

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