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Emissioni atmosferiche delle navi da crociera nei porti greci

01/09/2015 08:00

Oltre 2500 tonnellate di ossidi di azoto, biossido di zolfo e PM2,5 sono state emesse dalle navi da crociera nei cinque più trafficati porti da crociera della Grecia nel corso del 2013

Una nuova ricerca, recentemente pubblicata dalla Direzione generale Ambiente della Commissione europea, ha stimato le emissioni derivanti dalle navi da crociera e gli effetti sulla salute ad esse associati, analizzando i dati di cinque dei più trafficati porti da crociera greci (Corfù, Katakolo, Mykonos, Pireo e Cantorini). Questi porti hanno ricevuto nel 2013 ben 2565 visite da 134 navi da crociera, che hanno soggiornato in porto per più di 26 000 ore in totale, trasportando oltre 4 milioni di passeggeri.

Lo studio si è concentrato sulle emissioni di ossidi di azoto, biossido di zolfo e PM2,5 e cioè tutti inquinanti che sono correlati all’insorgenza di malattie. Le emissioni in tutti i porti sono state pari a 2742.7 tonnellate: le emissioni di ossidi di azoto sono state le più alte (1887,5 tonnellate), seguiti da biossido di zolfo (760.9 tonnellate) e PM2,5 (94,3 tonnellate).

Il soggiorno in porto rappresenta l’88,5% delle emissioni totali, molto più di quelle prodotte durante le attività di manovra (11,5%).

I ricercatori hanno esaminato anche i potenziali costi dell’impatto sulla salute derivante da questo inquinamento, stimando una cifra di 24,3 milioni di euro: questo numero potrebbe anche essere sottostimato se si considera che lo studio ha analizzato solo i residenti delle zone portuali e non i visitatori giornalieri o i lavoratori che transitano in queste zone.

Questi risultati dimostrano l'importanza di tenere sotto controllo le emissioni dalle navi nelle città portuali.

Su questo fronte, in Italia, l’Autorità Portuale di Savona si sta apprestando a realizzare uno studio di fattibilità per valutare se sia possibile fornire energia elettrica alle utenze portuali utilizzando fonti energetiche rinnovabili al posto degli attuali generatori diesel che rilasciano una notevole quantità di fumi inquinanti. Il progetto è stato recentemente presentato nel corso del convegno “Grandi Navi e tutela ambientale” svoltosi lo scorso 5 luglio: il rifornimento delle navi attraccate con energia elettrica prodotta sulla terraferma permetterebbe alle navi da crociera, una volta attraccate, di alimentare il proprio impianto elettrico con energia prodotta sulla terraferma, spegnendo il generatore diesel, almeno nel porto. Questa tecnica è stata sperimentata con successo a Vado, nel cui porto è già presente una banchina elettrificata riservata ai traghetti.

In Toscana, nel porto di Livorno, è in corso la realizzazione di un impianto di elettrificazione delle banchine del porto passeggeri per l’alimentazione in media tensione delle navi ormeggiate alla Calata Sgarallino.

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