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ARPA Lombardia investe nei droni

13/10/2015 08:00

L'annuncio in occasione di DroneItaly da parte del Presidente, Bruno Simini

Nuovi strumenti tecnologicamente avanzati si fanno strada sullo scenario per la protezione dell’ambiente: i droni. Per difendere il territorio italiano e prevenire gli eventi distruttivi, le Agenzie Regionali di Protezione Ambientale - ARPA - finora hanno utilizzato soprattutto satelliti e mezzi aerei con pilota a bordo. Oggi, grazie all'irruzione nel panorama dei mezzi pilotati da remoto (da terra), i droni appunto, l'attività di monitoraggio dell'ambiente sta vivendo una svolta, visto che gli unmanned consentono indagini delle situazione pericolose in tempo reale, oltre che molto più economiche e più sicure per il personale specializzato. Per questa ragione Arpa Lombardia ha deciso di dare inizio ad un percorso di capacity building per acquisire tutti gli strumenti, le conoscenze necessarie all’uso dei droni, le certificazioni previste dalla normativa ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e per individuare gli ambiti applicativi dove i droni possono essere più efficacemente impiegati.

Commentando il convegno "I droni come strumento operativo per le Agenzie per la Protezione dell’Ambiente", nell'ambito della fiera Dronitaly, il Presidente di ARPA Lombardia, Bruno Simini, ha illustrato l'impegno in tale campo dell'agenzia.

A settembre 2015 ARPA Lombardia ha avviato la procedura per acquisire due diverse tipologie di droni e le relative attività di supporto tecnico e formativo. I veicoli dovranno rientrare nella categoria ENAC e saranno di due tipologie. Uno, ad ala fissa, ha l’aspetto di un aereo in scala ridotta ed è particolarmente adatto al rilevamento di estensioni di territorio ampie e pianeggianti e fasce lineari (ad esempio: corsi d’acqua). L’altro ad ala mobile, detto anche “multirotore” , è più simile nell’aspetto a un elicottero. Il drone multirotore è più versato al rilevamento di superfici dalla morfologia complessa come discariche, siti contaminati o corpi di frana situati su pendii ripidi ed è necessario anche per riprese in “hovering”, una modalità tipica degli elicotteri nella quale il drone staziona in un punto fisso sopra l’area di interesse. Questa modalità è molto utile per ottenere in tempo reale a terra una visione d’insieme di ciò che sta accadendo in cima.

I droni saranno dotati di sensori per procurare immagini nel visibile, multispettrali e nell’infrarosso termico. Le riprese multispettrali consentono di discriminare diverse tipologie di coperture del suolo ed in particolare di valutare lo stato di sviluppo e di salute della vegetazione. Le riprese nell’infrarosso termico forniscono mappe della temperatura superficiale e trovano impiego in molte applicazioni: dalla individuazione delle fuoriuscite di percolato e biogas dalle discariche di rifiuti solidi urbani, al monitoraggio della presenza di acqua nei corpi di frana, alla individuazione di scarichi abusivi nei corpi idrici.

Sono mezzi che nell’immediato futuro porteranno a tutti i soggetti protagonisti della salvaguardia ambientale servizi a valore aggiunto per poter procedere nelle proprie scelte con maggiori e più puntuali informazioni.

Sul tema droni usati per l'ambiente, vedi anche:

 

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