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Alimentare da terra le navi ormeggiate nei porti

11/12/2015 08:00

L'utilizzo dell'impianto del Porto di Livorno permetterà lo stazionamento in banchina delle navi a motori spenti evitando di generare emissioni in atmosfera e rumori

Nel corso del mese di novembre 2015 è stato inaugurato a Livorno l'impianto per l’alimentazione in media tensione delle navi ormeggiate alla Calata Sgarallino, banchina di solito riservata alle navi da crociera di taglia media.

L’impianto è stato per adesso testato su una fregata militare, ma l’obiettivo è di usarlo sulle navi da crociera di medie e grandi dimensioni. Al momento, però, sono poche le navi attrezzate per potere utilizzare il sistema e quindi dotate degli impianti di bordo necessari a ricevere l’alimentazione elettrica da terra: è presumibile pensare, pertanto, che i benefici si potranno cogliere solo nel lungo periodo.

Quali i benefici? Basta pensare che una nave da crociera ferma in porto circa 10 ore brucia fino a 20 tonnellate di carburante e immette in atmosfera 60 tonnellate di anidride carbonica, per immaginare quale possa essere in termini di benefici ambientali l’impatto di questa innovazione, che consente alle navi di tenere i generatori spenti ed alimentarsi da terra. Naturalmente il beneficio si può avere anche sul versante acustico, grazie allo spegnimento dei motori delle navi attraccate a banchina.

Il sistema di elettrificazione è abbastanza complesso e collega la sottostazione (che converte l’elettricità della rete nella frequenza appropriata richiesta a bordo) a tre terminal posizionati a bordo banchina. I terminal sono tre perché i punti di collegamento possono essere diversi a seconda del punto di attracco della nave o della posizione della spina di attacco.

Ciascun terminal può essere collegato all’impianto a bordo nave attraverso un sistema mobile su gomma dotato di una prolunga elettrica che può arrivare ad una lunghezza di 65 metri. Una volta all’interno della nave, la linea a media tensione viene connessa al quadro elettrico di ricezione.

L’impianto, che ha una potenza erogabile fino a 12 MW, una tensione di alimentazione compresa tra i 6.600 e gli 11.000 Volt e una frequenza di 50/60 Hz, è stato cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente (60%) e dalla Regione Toscana (20%).

Dell’impianto di Livorno avevamo già parlato nella recente notizia dedicata al tema delle emissioni atmosferiche delle navi da crociera nei porti greci.

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