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Rapporto Eurojust-UE: le organizzazioni criminali sono dietro i reati ambientali

29/12/2014 11:00

Reati ambientali in UE

A novembre 2014 è stato pubblicato da Eurojust, organismo Ue per la cooperazione giudiziaria, il primo rapporto dedicato ai crimini ambientali in UE.

Il rapporto rivela che la mafia ed i gruppi della criminalità organizzata sono i principali responsabili dei reati ambientali transfrontalieri. I profitti illegali legati a questo tipo di criminalità risultano molto alti (si stima tra i 30 ed i 70 miliardi di euro l'anno - fonte Oecd) ma le statistiche mostrano che i crimini contro l'ambiente sono raramente perseguiti dalle autorità nazionali.

Il sostituto procuratore della Repubblica E. Squillaci Greco, parlando di infiltrazioni mafiose ed ecomafia, conferma questa impostazione.
Rivolgendosi al pubblico presente nell’Auditorium di Sant’Apollonia, a Firenze, ha ricordato che la mafia non è limitata ad una sola parte del territorio del nostro Paese, dispone di grandi quantità di denaro e tutti, anche i grossi operatori economici, si piegano al suo volere.

È da circa 15 anni che si parla di infiltrazioni mafiose nel Centro Nord d'Italia, ma la percezione di questo non si ha, in quanto non esistono “strutture stabili”, come possono essere, ad esempio, i “mandamenti” presenti nel Sud; si tratta più di presenze, di infiltrazioni, che, in quanto tali, talvolta vengono sottovalutate.

La sottovalutazione del problema ha comportato, nel nostro Paese, un fortissimo ritardo nell’affrontare la questione, la dimostrazione di questo è che, negli ultimi 13 anni, le sentenze di mafia passate in giudicato sono state pochissime. La Lombardia è la regione con il numero più significativo di sentenze passate in giudicato, ma le altre regioni hanno numeri esigui; alcuni esempi: in Emilia Romagna si registrano 13 sentenze, 15 in Piemonte, 5 in Liguria, 2 in Toscana (di cui una riguarda i cinesi), mentre in Abruzzo, Veneto e Marche non c’è neppure una sentenza passata in giudicato.

Uno degli aspetti che emerge dal rapporto Eurojust è che i profitti derivanti dai reati ambientali sono molto elevati, ma le sanzioni basse.

Nel nostro Paese, è in discussione al Senato la proposta di legge per l’introduzione dei delitti ambientali nel nostro ordinamento. Gli ecoreati, in quanto delitti, e non contravvenzioni, comporterebbero almeno un aumento della pena.

In questi giorni Legambiente e Libera hanno lanciato una petizione on line per chiedere al Senato di giungere celermente all’approvazione della legge sui delitti ambientali.

Dal rapporto di Eurojust emergono anche altre criticità su cui riflettere:

  • non si indaga abbastanza sul sul traffico illegale di rifiuti,
  • manca, troppo spesso, il coordinamento tra le autorità competenti, sia a livello nazionale che internazionale,
  • l'attuazione della normativa UE nei diversi stati membri è diversa, fattore che ostacola un approccio transnazionale armonizzato,
  • alcuni Stati non hanno neppure strutture organizzative adeguate per fare fronte a questo tipo di criminalità.
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