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Qualità dell’aria e particolato

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15/09/2014 13:00

Una ricerca europea fa il punto sullo stato delle conoscenze

Il Rapporto Research findings in support of the EU air quality review, di cui abbiamo parlato nell’ARPATnews 88/2014, riassume per il grande pubblico, secondo il sistema delle FAQ (Frequently Asked Questions), lo stato delle conoscenze sui temi più rilevanti inerenti la qualità dell'aria. Affrontiamo qui il tema "Qualità dell’aria e particolato", riproponendo lo schema domanda/risposta offerto dallo studio europeo che prende in esame i risultati di tutti i progetti di ricerca europei nel settore.


  • Quale frazione di particolato dovrebbe essere al centro di un nuovo sforzo normativo?

Sia le particelle fini che quelle grossolane hanno effetti sulla salute, anche se con esposizioni a scala temporale diversa: gli effetti delle particelle sottili si vedono con esposizioni sia a lungo che a breve termine, mentre le particelle grossolane sono collegate solo con esposizioni a breve termine. Potenzialmente il PM1 potrebbe essere più efficace nel separare aerosol fini e grossolani sulla base della composizione chimica e delle fonti. Le evidenze sugli effetti sulla salute connessi al PM1 sono tra l’altro limitate. Si evidenzia infine l’opportunità di regolamentare separatamente il particolato grossolano da quello fine.

  • Che cosa sappiamo del legame tra la composizione dell'aerosol e gli effetti sulla salute?

La concentrazione di black carbon è legata ad effetti sulla salute a breve e lungo termine. Sarebbe pertanto utile che il black carbon rientrasse fra i parametri da monitorare e da regolare.
Alcune classi di composti sono note per indurre rilevanti effetti sulla salute: metalli di transizione e composti organici aromatici (IPA). Questi composti devono essere soggetti ad una regolamentazione ad hoc con obiettivi specifici di tempo e spazio. Le particelle primarie di bioaerosol sono associate ad impatti negativi sulla salute: anche se hanno un’origine naturale, la loro emissione e il loro trasporto può essere influenzato, direttamente e indirettamente, da attività antropiche. Recenti studi dimostrano rilevanti effetti sulla salute dell’aerosol organico primario e secondario, soprattutto della frazione più volatile.

  • Quali sono le fonti più importanti da controllare?

La riduzione dei livelli di PM può essere ottenuta mediante la riduzione dell’aerosol inorganico secondario attraverso la riduzione dei precursori (ammoniaca, COV - composti organici volatili, ossidi di azoto e biossido di zolfo). In particolare le emissioni di ammoniaca sono state oggetto di uno scarso controllo fino ad oggi; sono disponibili metodi di controllo per l’ammoniaca che rappresentano una misura conveniente per ridurre i livelli di PM.
Elementi importanti, anche se non definitivi, identificano le emissioni da traffico come potenzialmente più potenti di altre fonti per il loro impatto sulla salute.

  • Quale dovrebbe essere la priorità per il controllo delle fonti e dei precursori di particolato?

Bisognerebbe aumentare le misure di controllo delle concentrazioni di fondo del particolato: episodi di superamento sono risultati infatti più frequenti dove sono stati osservati alti livelli di fondo.
La riduzione degli inquinanti da trasporto a lunga distanza richiede il controllo delle fonti di emissioni a scala locale, regionale e continentale: la cooperazione regionale e internazionale è pertanto necessaria per attuare con successo strategie di controllo delle emissioni.
Gli inventari delle emissioni non sono attualmente omogenei su scala temporale e spaziale: la loro coerenza deve essere pertanto migliorata.

  • Si può regolare il controllo delle fonti di particolato per massimizzare i benefici su salute e clima?

Ci sono misure di controllo delle fonti di PM che possono simultaneamente beneficiare la qualità dell'aria, la salute e il cambiamento climatico: misure che riducono il consumo energetico e promuovono l'uso di energia rinnovabile, ad esempio. Una serie di queste misure è già stata identificata (ad es. promozione di veicoli a bassa emissione, aumento dell'efficienza energetica, uso di filtri antiparticolato per veicoli diesel, riduzione delle emissioni del trasporto marittimo e applicazione dei divieti di bruciare in campo aperto). La maggior parte di queste misure si concentra sulla riduzione delle sorgenti di emissione di black carbon, per il suo duplice impatto negativo su salute e clima.

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