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La concentrazione di radon nelle scuole toscane

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21/02/2014 15:00

La Regione approva il progetto di indagine che ARPAT attuerà nel 2014-15

Nel 2006 la Regione Toscana ha affidato ad ARPAT la progettazione e realizzazione di un'indagine finalizzata alla conoscenza della distribuzione della concentrazione di radon negli ambienti di vita e di lavoro.

Al termine dell’indagine svoltasi tra il 2007 e il 2010, adottando criteri concordati con l'Istituto Superiore di Sanità, la Regione Toscana ha effettuato la prima individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (cfr DGRT 1019/2012): si tratta di 13 Comuni, nei quali sono disponibili almeno 15 abitazioni misurate e dove la percentuale di abitazioni che superano il livello di riferimento della concentrazione di radon media annua di 200 Bq/m3 è superiore al 10%. In questi Comuni si applicano le disposizioni normative previste dal Capo III bis del D.Lgs. 230/95 e s.m.i., che richiedono la misura del radon in tutti i luoghi di lavoro, non solo nei sotterranei, e l’adozione di interventi di riduzione della concentrazione di radon nei casi in cui questa supera il livello di 500 Bq/m3. La prima individuazione costituisce il punto di arrivo delle attività di indagine sulla presenza di radon, ma il termine prima individuazione implica anche un punto di partenza per approfondimenti successivi nella conoscenza della distribuzione del radon sul territorio (spesso chiamata mappatura).

In questo quadro di approfondimento si inserisce il progetto di ARPAT relativo all’Indagine regionale sulla concentrazione di radon nelle scuole 2013-2015, che coinvolge gli edifici scolastici nei Comuni dove sono emersi valori di concentrazione di radon superiori ai livelli di riferimento, ma il numero di dati non è sufficiente a stabilire i parametri statistici, in particolare la percentuale di abitazioni che superano il livello di riferimento della concentrazione di radon media annua di 200 Bq/m3, sulla base dei quali è stata effettuata l’individuazione.

Il progetto, approvato dalla Regione Toscana con Decreto 5925/2013, si inserisce nell’ambito delle attività pianificate della Regione per la riduzione dell’esposizione al radon.

Obiettivo principale è quello di valutare l’esposizione al radon nelle scuole dell’infanzia e di primo grado dei Comuni che, sulla base dei dati emersi dalle indagini precedenti e sulla base di elaborazioni sulla correlazione fra misure di radon e geologia, presentano potenzialmente un problema di radon.

Gli obiettivi specifici del Progetto sono:

  • determinare la concentrazione di radon media annua nelle scuole dei Comuni individuati (vedi paragrafo successivo);
  • per gli edifici che risulteranno avere concentrazioni di radon superiori a 300 Bq/m3 (livello di riferimento per gli edifici aperti al pubblico previsto nella prossima direttiva), individuare in via preliminare la tipologia di intervento da adottare per la riduzione della concentrazione di radon;
  • predisporre l’archivio delle misure di radon nelle scuole disponibili in Toscana per l’inserimento nell’archivio nazionale e per il collegamento/inserimento con la banca dati della Regione Toscana;
  • rielaborare tutti i dati sul radon nelle scuole, tenendo anche conto dei dati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, al fine di individuare le caratteristiche degli edifici che portano a livelli di radon più elevati.

I Comuni oggetto dell’indagine sono: Abetone, Bagni di Lucca, Capalbio, Caprese Michelangelo, Castell'Azzara, Cutigliano, Fivizzano, Gavorrano, Massa marittima, Montemignaio, Montieri, Piazza al Serchio, Pontremoli, Radicofani, San Marcello Pistoiese, San Quirico d'Orcia, Vergemoli, Villa Basilica, Zeri. Gli edifici scolastici delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado presenti nei suddetti Comuni sono una sessantina; il numero e l’elenco sono tuttavia da verificare in relazione all’attuale e futuro utilizzo, considerando che diverse strutture in considerazione del rischio sismico potrebbero essere destinate ad altro uso e le attività scolastiche trasferite.

Considerando questo fattore di incertezza, potranno essere incluse nell’indagine:

  • scuole collocate in edifici già misurati, nei quali il valore della concentrazione di radon misurato in precedenza è risultato compreso fra 200 e 500 Bq/m3, e quindi, alla luce della attuale normativa, non sono state finora considerate oggetto di uno studio specifico finalizzato ad individuare la tipologia più adatta di intervento di riduzione della concentrazione di radon, ma meritano tuttavia una rivalutazione nell’ottica della direttiva in via di approvazione;
  • edifici scolastici nei Comuni individuati dalla DGRT 1019/2012, non misurati precedentemente.

L’elenco degli edifici sarà predisposto entro la fine dell’anno di avvio del progetto, e trasmesso alla Regione Toscana.

L’organizzazione dell’indagine, che prenderà avvio nelle prossime settimane, è basata sul coinvolgimento diretto dei Comuni e degli istituti scolastici, ai quali sarà richiesto il supporto sia per la collocazione/sostituzione/ritiro dei dosimetri che per la compilazione dei questionari informativi sull’edificio.

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