Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sei in: Home Notizie Notizie brevi 2014 Intervento di ARPAT per cetaceo spiaggiato a Livorno sabato 15 febbraio

Dove Siamo

 

Intervento di ARPAT per cetaceo spiaggiato a Livorno sabato 15 febbraio

19/02/2014 15:00

ARPAT è intervenuta sabato 15 febbraio per il cetaceo spiaggiato a Livorno e precisa che non si trattava di un capodoglio, come riportato dalla stampa, ma del poco comune globicefalo (Globicephala melas).

Intervento di ARPAT per cetaceo spiaggiato a Livorno sabato 15 febbraio

globicefalo spiaggiato a Livorno sabato 15 febbraio 2014

Il cetaceo spiaggiato a Livorno sabato scorso, 15 febbraio, non è un capodoglio e nemmeno un cucciolo di questa specie ma si tratta del poco comune globicefalo (che gli studiosi chiamano Globicephala melas), un grosso cetaceo (lungo fino a 5-6 m) di colore completamente nero, la grossa testa arrotondata senza il caratteristico “becco” (rostro) dei delfini più conosciuti, con le pinne pettorali lunghissime e sottili.

Il cetaceo era morto da diverso tempo ed il mare cattivo che ha caratterizzato questi primi mesi dell’anno lo avranno certo sballottato ben bene, portandolo dal mare aperto, dove di solito vive, in acque profonde oltre 40 km dalla costa, con oltre 2000m di profondità, fino alla battigia livornese.

 

 immagine globicefalofoto globicefalo

 

immagine M.Wurtz - foto: Fabrizio Serena, ARPAT

 

Dato il pessimo stato di conservazione era difficile, per un occhio poco esperto, stabilirne la specie: i resti del delfino erano così rovinati che la pelle nera era completamente sparita facendo sembrare il cetaceo bianco; la coda non c’era più e la lunghezza dell’animale si poteva solo immaginare, così come erano sparite anche le pinne pettorali. Unici indizi utili la grande mole, la testa grossa e globosa e, dato inconfutabile, il numero dei denti: in tutto 36 distribuiti su mascella superiore (10+10) e mandibola inferiore (8+8). In realtà anche di denti ce ne erano rimasti proprio pochi in bocca ma il conteggio degli alveoli (i fori dove sono alloggiati i denti) è ugualmente utile. I pochi denti ritrovati, grossi e molto consumati, fanno pensare che si trattasse di un individuo adulto se non addirittura vecchio. L’identificazione della specie è stata possibile grazie all’intervento di un biologo del Settore Mare di ARPAT che, su richiesta della Capitaneria di Livorno, è intervenuto sul posto sabato mattina.

Sui resti del cetaceo, della lunghezza stimata di più di 3 m e del peso di 390 kg, non è stato possibile eseguire una necroscopia da parte dei veterinari per stabilire eventuali patologie o cause di morte. Prima dello smaltimento, avvenuto presso la Ditta Petracchi di Livorno, è stato comunque prelevato un campione di muscolo, grasso e cute che verranno inviati all’Università di Siena per le analisi eco-tossicologiche.

Quello del globicefalo è il secondo spiaggiamento del nuovo anno. Il giorno prima, infatti, sempre in provincia di Livorno, nel comune di Cecina in località le Gorette, era stato trovato spiaggiato un esemplare di stenella striata, il delfino molto comune nei nostri mari.

Questo cetaceo, un maschio della lunghezza di circa 2 m e del peso di 75 kg, benché in avanzato stato di decomposizione, è stato sottoposto a necroscopia da parte dei veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZSLT), sezione di Pisa. In questa occasione sono stati prelevati campioni di tutti gli organi e tessuti sui quali verranno effettuate analisi patologiche, virologiche, batteriologice per stabilire eventuali cause di morte.

Alcuni campioni (muscolo, grasso, cute e fegato) sono stati inviati anche all’Università di Siena per le analisi eco-tossicologiche mentre il contenuto stomacale sarà analizzato presso i laboratori del Settore Mare di ARPAT a Livorno.

— archiviato sotto: , , , ,
Azioni sul documento
Strumenti personali