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Il recepimento della direttiva 2000/60/CE: Metodi biologici per le acque superficiali interne

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16/10/2014 13:00

Un manuale di ISPRA per l’adeguamento alla normativa e l’armonizzazione dei metodi per la classificazione biologica dei corpi idrici

Nell’ambito delle attività per il recepimento e l’attuazione della Direttiva 2000/60/CE, conosciuta anche come WDF (Water Framework Directive) e recepita nell'ordinamento nazionale tramite il D.Lgs 152/2006, ISPRA ha attivato specifici Gruppi di Lavoro per la standardizzazione e armonizzazione dei metodi biologici per la classificazione dei corpi idrici.

Grazie anche alla collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, del Sistema Agenziale e di istituti di ricerca quali ENEA, ISS, CNR-IRSA e CNR-ISE, ai fini dell’adeguamento dei metodi per la classificazione biologica dei corpi idrici, sono stati riuniti in un unico manuale i protocolli per il campionamento e l’analisi dei diversi gruppi di organismi che colonizzano le differenti tipologie di ambienti acquatici, in conformità con quanto individuato dalla direttiva in questione:

- per le acque correnti: diatomee, macrofite, macroinvertebrati bentonici e fauna ittica
- per le acque lacustri: fitoplancton, macrofite, macroinvertebrati bentonici e fauna ittica

Il manuale, che deriva dalla revisione e aggiornamento di Metodi biologici - parte I, pubblicato on line da ISPRA nel 2007, è corredato da numerose foto esplicative ed è suddiviso in tre parti fondamentali.

La prima, dedicata alle “Metodiche di riferimento per il campionamento degli elementi di qualità chimico-fisica”, spiega quando e come prelevare campioni rappresentativi di acque lacustri per effettuare indagini che stabiliscano lo stato chimico-fisico del corpo idrico e garantiscano il confronto tra ambienti lacustri di diversa tipologia, come previsto dalla Direttiva.

fiume utilizzato per l'applicazione di metodi biologiciNella seconda parte, “Metodiche di riferimento per il campionamento degli elementi di qualità biologica nei fiumi”, si definiscono le modalità per il campionamento, la determinazione della composizione e abbondanza dei macroinvertebrati bentonici e delle macrofite nei corsi d’acqua guadabili (nei quali è cioè possibile accedere in sicurezza a porzioni di alveo sufficienti da consentire di raggiungere i principali microhabitat rappresentativi del sito), delle diatomee bentoniche dei corsi d’acqua, della fauna ittica dei sistemi lotici (acqua fluente) guadabili.

L’ultima parte, dedicata alle “Metodiche di riferimento per il campionamento degli elementi di qualità biologica nei laghi”, stabilisce metodologie di campionamento dei macroinvertebrati bentonici e fitoplancton negli ambienti lacustri e della fauna ittica nei laghi italiani; di campionamento e analisi di macrofite acquatiche in ambiente lacustre e delle diatomee bentoniche nei laghi e negli invasi.

Gli organismi raccolti vengono utilizzati come elementi di qualità biologica.

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