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Gli Amici della Terra sul nuovo ente di controllo per la sicurezza nucleare

31/03/2014 15:00

L'istituendo Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, ISIN, svolgerà le funzioni oggi dell’ISPRA e da esso riceverà la maggior parte del personale che ne andrà a costituire l'organico.

Sulla rivista online l'Astrolabio, Mario Signorino degli Amici della Terra ha pubblicato un articolo dal titolo "Mezza sconfitta o mezza vittoria?".

Signorino ricorda come, tra i sedici decreti legislativi approvati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio scorso, in attuazione di altrettante direttive comunitarie, ve ne è uno (D.Lgs. n.45 del 4 marzo 2014) con il quale è stata recepita la direttiva 2011/70/Euratom in materia di gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare irraggiato.

Fra le altre cose il decreto prevede l’istituzione di un nuovo ente di controllo, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, ISIN, che svolgerà le funzioni oggi dell’ISPRA e da esso riceverà la maggior parte del personale che ne andrà a costituire l’organico, fissato entro il limite di sessanta unità.

A giudizio degli Amici della Terra, "la scelta compiuta dal Governo va considerata, nel suo complesso, comunque in modo critico, sia perché la sottrazione delle funzioni di controllo sul nucleare rappresenta un ulteriore indebolimento dell’ISPRA, che, nel suo assetto e nella sua denominazione originale di ANPA, era stato concepito come uno dei cardini della riforma dei controlli ambientali, della quale gli Amici della Terra sono stati ideatori e promotori; sia perché, in un’ottica di “spending review”, il trasferimento ad un ente autonomo, da costituire ad hoc, di funzioni che avrebbero potuto certamente continuare ad essere svolte all’interno di un ente già esistente, al quale sono affidate ormai da venti anni, finirà inevitabilmente, a regime, col costare di più, al di là delle enunciazioni contenute nel decreto, secondo le quali dall’istituzione dell’ISIN non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Si sarebbe pure potuto considerare il fatto che in un paese come l’Italia, dove una riapertura della prospettiva di sviluppo nucleare non è in alcun modo prevedibile, le funzioni di controllo per le quali si istituisce oggi un nuovo ente sono certamente importanti, ma, almeno sul piano quantitativo, sono destinate a ridursi forse anche drasticamente nell’arco del prossimo decennio o poco più."

L'articolo poi continua evidenziando lo "scampato pericolo"  del progetto iniziale di istituire un controllore posto sotto la tutela, ancorché non esclusiva, del Ministero dello sviluppo economico, vale a dire dell’amministrazione di riferimento dei soggetti controllati.

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