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L'attività di ARPAT per la verifica del sistema di monitoraggio aeroportuale

20/12/2013 15:00

Le immagini ed i riferimenti normativi che documentano l'attività di ARPAT per il rumore aeroportuale

Le attività di ARPAT relative al controllo dell’inquinamento acustico dovuto all’infrastruttura di trasporto aeroportuale si concentrano verso i due principali aeroporti della Toscana: l’Aeroporto “G. Galilei” di Pisa e l’Aeroporto “A. Vespucci” di Firenze.

L’Aeroporto di Pisa, a differenza di quello di Firenze, è un aeroporto militare aperto al traffico civile operativo 24 ore al giorno, pertanto la gestione delle piste e della Torre di Controllo compete all’Aeronautica Militare Italiana, invece che ad ENAV, e di conseguenza è soggetto anche ad un traffico militare consistente.

L’Aeroporto di Pisa ha due piste, una principale lunga 2993 m e l’altra ausiliaria lunga 2497 m, che possono essere utilizzate, non contemporaneamente, nelle due direzioni, sia per il decollo sia per l’atterraggio; la testata nord della pista è immediatamente a ridosso delle abitazioni della periferia sud della città,

L’Aeroporto di Firenze ha invece una sola pista lunga 1750 ma utilizzabile comunque nelle due direzioni, anche se ha la sua operatività limitata dalla presenza dell’autostrada a sud e dei monti a nord, e si inserisce in un contesto industriale-commerciale con numerosi insediamenti abitativi.

La normativa di riferimento riguardante la metodologia di misura e le procedure di controllo del rumore aeroportuale sono: il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 31 ottobre 1997 e il Decreto del Presidente della Repubblica dell’11 dicembre 1997, n. 496.

Il primo Decreto stabilisce l’obbligo alle società gestrici gli aeroporti di dotarsi di un sistema di monitoraggio del rumore aeroportuale, i metodi di calcolo dell’indice di valutazione del rumore aeroportuale LVA e i suoi valori limite, inoltre, prevede che le ARPA siano membri delle Commissioni Aeroportuali istituite in ogni aeroporto nazionale.

La partecipazioni di ARPAT ai lavori delle Commissioni ha permesso di:

  • definire i confini delle Zone di rispetto della caratterizzazione acustica dell’intorno aeroportuale, la quale, oltre a stabilire dove devono essere rispettati i limiti di rumore, diviene uno strumento urbanistico poiché all’interno delle zone di rispetto sono previste delle limitazioni alle attività consentite a seconda dei limiti del livello di rumore previsti;
  • determinare le procedure antirumore atte alla riduzione dei livelli di rumore dovuti, sia ai sorvoli, sia alle operazioni a terra.

Il secondo Decreto riporta le norme per la riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili; in particolare, stabilisce che le ARPA effettuino ispezioni periodiche per verificare l’efficienza dei sistemi di monitoraggio. L’attività di controllo di ARPAT si sviluppa nelle seguenti azioni:

  • effettuazione di misure fonometriche in corrispondenza delle centraline dei sistemi di monitoraggio degli aeroporti e confronto fra i dati registrati dalle proprie centraline e quelli dei sistemi di monitoraggio;
  • verifica dell’affidabilità dei programmi interni ai sistemi di monitoraggio di associazione fra gli eventi sonori registrati e i voli effettuati;
  • verifica delle relazioni tecniche di analisi dei dati registrati dai sistemi di monitoraggio, dai quali si ottiene il calcolo dell’indice di valutazione del rumore aeroportuale LVA, inviate periodicamente dalle società gestrici;
  • visite ispettive all’interno delle sedi aeroportuali volte al controllo dell’organizzazione tecnica per la gestione dei sistemi di monitoraggio;
  • verifica del rispetto delle procedure antirumore e controllo degli eventuali processi sanzionatori alle infrazioni.

L’Agenzia inoltre, svolge di propria iniziativa attività di monitoraggio ambientale attraverso misure dell’inquinamento acustico presso ricettori particolarmente esposti al rumore aeroportuale al fine di verificare il rispetto dei limiti previsti dalla Caratterizzazione Acustica all’interno della Zona di rispetto in cui ricade il ricettore.

Le immagini su Flickr

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