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Greenwolf: dalla lana di scarto un fertilizzante per l’agricoltura

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21/11/2013 15:00

Un progetto italiano di green economy

Greenwolf è un progetto pubblico privato nato dalla sinergia tra il Cnr Ismac di Biella, Politecnico di Torino e l’azienda meccanotessile Obem spa, anch’essa biellese, interessata alla produzione di fertilizzanti azotati a partire dalla lana di scarto; si tratta di lane di così bassa qualità da non poter essere utilizzate per la produzione di abiti o di tessuti convenzionali.

Greenwolf è anche uno dei 32 progetti italiani finanziati nell'ambito del programma Life+ 2012 dell'Unione europea. La UE finanzierà il progetto biellese con un milione di euro in tre anni, tempo necessario per dare attuazione alle diverse fasi del progetto che si concluderà con la costruzione di un impianto dimostrativo di idrolisi della lana con acqua surriscaldata.

L'obiettivo principale è recuperare le lane di scarto fin dalla tosa, i cascami, la lana rigenerata o i capi di abbigliamento a fine vita, la cosiddetta 'lana sucida', che rappresenta un rifiuto speciale (categoria 3), sottoprodotto dell'allevamento di ovini per la produzione di carne e di latte, che ha dei costi di smaltimento elevati e non può essere abbandonata nei campi.

Nell’impianto che verrà realizzata grazie a questo progetto sarà in funzione un'apparecchiatura che utilizzando acqua surriscaldata ottiene dagli scarti una “lana idrolizzata”, un fertilizzante naturale che aumenta il contenuto di carbonio e la capacità di trattenere acqua del terreno. Il processo non prevede il lavaggio della lana o l'utilizzo di solventi. Ciò permette di ridurre gli effetti inquinanti prodotti dal normale lavaggio della lana di scarto, che può richiedere sostanze nocive per l'ambiente.
I vantaggi del fertilizzante a lento rilascio di azoto sono molti:

  • ambientali: riciclando la lana al 100% questa non si accumulerà più nelle discariche ma sarà utilizzata per fertilizzare orti, pascoli, campi da coltivare e giardini. Non vengono poi utilizzati composti chimici e la proprietà idrofila della lana viene mantenuta: se il fertilizzante viene depositato sui terreni montani, aumenta la capacità del terreno di trattenere le acque dilavanti, riducendo il rischio di frana.
  • economici: trasformando la lana di scarto in fertilizzante agricolo si risolve il problema del costoso smaltimento di un rifiuto speciale. Inoltre si può ovviare ai costi di trasporto del prodotto poiché il progetto prevede di portare piccoli impianti in loco, direttamente nelle zone di allevamento.

Inoltre un'ulteriore vantaggio del progetto è la possibilità di inserimento lavorativo; con l'obbiettivo di creare una filiera, verranno formati giovani ricercatori in questo ambito specifico e assunto personale che possa gestire il nuovo processo industriale.

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