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Fra recupero di indumenti usati e traffico di rifiuti

18/11/2013 15:00

Le indicazioni che emergono da una indagine condotta a Prato

ARPAT sta effettuando indagini sulle tante aziende che gestiscono indumenti usati, accessori di abbigliamento ed altri manufatti tessili confezionati provenienti dai circuiti di raccolta differenziata.

La gestione di detti materiali (che ai sensi della legge sono rifiuti) avviene, nella maggior parte dei casi, in impianti che risultano autorizzati al recupero di rifiuti speciali non pericolosi, affinché sugli stessi vengano effettuate operazioni di recupero finalizzate al loro diretto riutilizzo in cicli di post-consumo oppure per la produzione di materie prime secondarie per l'industria tessile.

Si tratta di rifiuti definiti in gergo commerciale come “sacchetti originali”, costituiti prevalentemente da indumenti usati frammisti ad altri accessori di abbigliamento quali scarpe, borse, cinture, etc. ed in misura minore da altri “materiali” quali: giocattoli, grucce appendiabiti, altri prodotti tessili, carta, cartone, plastica, etc.

In genere i rifiuti provenienti dal territorio nazionale, arrivano direttamente e tal quali (in gergo nei “sacchetti originali”), dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani (cassonetto stradale o analogo sistema di raccolta differenziata), con aziende autorizzate al trasporto di rifiuti speciali ed accompagnati con formulario di identificazione del rifiuto.

Per quanto riguarda invece i rifiuti provenienti dall’estero, ARPAT ritiene che le modalità di spedizione dei “sacchetti originali”, con l'adempimento di cui all'art. 18 del Regolamento CE 1013/06 non siano corrette, in quanto:

  • non si tratta di rifiuti di cui all'elenco verde del Regolamento CE 1013/06;
  • devono essere conferiti direttamente all'impianto di recupero finale e non ad un impianto di recupero intermedio.

Dalle attività di accertamento è emerso che le modalità operative delle diverse aziende oggetto di verifica che gestiscono e trattano i rifiuti costituiti da “sacchetti originali” sono state le seguenti.

Presso gli impianti controllati è stato verificato che sui “sacchetti originali” le aziende hanno proceduto, nella maggior parte dei casi, ad eseguire operazioni di recupero parziali e/o intermedie degli indumenti usati e di altri accessori di abbigliamento, consistenti nell'eliminazione delle “frazioni indesiderate”, (carta, cartone, plastica etc).

E' stato inoltre accertato che le operazioni di igienizzazione previste dalla legge non venivano eseguite.
Successivamente, i rifiuti tal quali (“sacchetti originali”) o sottoposti ad operazioni parziali di recupero, (costituiti da indumenti usati frammisti agli altri accessori di abbigliamento, e che comunque non avevano ancora cessato la loro qualifica di rifiuto), sono stati riconfezionati in big-bag ed esportati verso paesi extra-europei.

Le modalità di importazione dei rifiuti gestiti dalle ditte controllate (“sacchetti originali”), provenienti da Paesi della UE e/o dell'OCSE, e quelle successive di esportazione degli indumenti usati frammisti agli altri accessori di abbigliamento che hanno subito una parziale operazione di cernita/selezione del “sacchetto originale” ma non l'operazione di igienizzazione, in paesi non appartenenti alla UE e/o all'OCSE, si ritiene siano da considerarsi come spedizioni illegali di rifiuti.

Di conseguenza tutti i soggetti che partecipano alla spedizione transfrontaliera di detti rifiuti, (produttore iniziale, persona che organizza la spedizione, il recuperatore intermedio, il trasportatore e/o i diversi trasportatori, compresi gli ulteriori destinatari rispetto all'impianto di recupero intermedio fino a quello finale), concorrono a tali violazioni.

Alcune aziende, dopo gli accertamenti condotti, hanno modificato le loro modalità operative, iniziando ad effettuare operazioni di cernita/selezione, ai fini della completa separazione gli indumenti dagli altri accessori di abbigliamento, procedendo altresì all'esecuzione dell'operazione di igienizzazione, determinando, così, per gli indumenti selezionati ed igienizzati la cessazione della loro qualifica di rifiuto.

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Azioni sul documento

quesito

Inviato da Utente anonimo il 18/03/2015 15:12

Mi sapete dire come mai il presidente e il vicepresidente del Conau sono i maggiori clienti delle cooperative della caritas questo a mio avviso non va bene perché la concorrenza non è equa e poi questi signori fanno entrare chi vogliono loro. Ho provato per un anno ad entrare nel Conau ma mi hanno respinta perché non in regola mi hanno risposto, certamente se stanno prendendo tutto il territorio loro agli altri cosa resta?

quesito

Inviato da Utente anonimo il 18/03/2015 15:16

Volevo farvi sapere che la nostra ditta ha tutte le isc.Provincia e Regione in regola ass. ambientale, e tutti gli anni presentiamo il mud Saluti

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