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Aggiornato il Report del progetto BIOdiversità MARina in Toscana

06/09/2013 15:00

Su richiesta della Regione Toscana il Report del progetto BIOMART è stato integrato con un capitolo conclusivo da cui emergono gli elementi di attenzione sulla biodiversità marina in Toscana.

Aggiornato il Report del progetto BIOdiversità MARina in Toscana

Distribuzione geografica degli spiaggiamenti, avvistamenti e catture accidentali di grandi pesci cartilaginei in Toscana

Su richiesta della Regione Toscana, il Report del progetto BIOMART è stato integrato con un capitolo conclusivo da cui emergono gli elementi di attenzione sulla Biodiversità marina in Toscana.

Le specie inserite nell’archivio BioMarT, considerando l’ultimo aggiornamento del 2013, sono circa 1130. Tra queste, 1115 sono rappresentate da specie “ittiche” in senso lato (intendendo cioè pesci ossei, pesci cartilaginei, crostacei e molluschi), 3 da rettili marini (tartarughe) e 13 da mammiferi marini (cetacei e pinnipedi).

Nel capitolo conclusivo del report BioMarT è stata inserita una tabella in cui sono elencati alcuni elementi di attenzione, specie, cioè, la cui conservazione può richiedere la designazione di Siti di Importanza Regionale(SIR) ed anche la modifica e/o integrazione della legge regionale sulla biodiversità (L.R. 56/00).

Sul totale di 1130 specie è stata proposto un elenco di sole 89 specie. Molte di queste sono già elencate in appendici di regolamenti e convenzioni nazionali ed internazionali; solo poche, invece, sono soggette a limitazione nel prelievo.

Con questo lavoro si conferma l’attenzione della Regione Toscana sul tema della biodiversità marina che, con il supporto di ARPAT, oltre al progetto BioMarT, nel periodo 2009-2011, è stata impegnata, sulla base di un protocollo d’Intesa con il WWF Italia, nella definizione della “Strategia regionale per la biodiversità” (PAER 2013-2015), che costituisce lo strumento previsto per l'attuazione della Strategia nazionale per la biodiversità, e quindi il prodotto concreto dell'impegno assunto dall’Italia con la ratifica della Convenzione sulla diversità biologica (CBD, Rio de Janeiro 1992) avvenuta con la Legge n. 124 del 14 febbraio 1994.

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